Negli ultimi anni si parla sempre più spesso di mobilità aerea personale, ma raramente tali discorsi sembrano davvero concreti. Con AIR ONE, però, la società AIR prova a spostare il tema su qualcosa di più vicino. Si tratta di un velivolo elettrico a decollo e atterraggio verticale. È un eVTOL pensato non per piloti professionisti o grandi compagnie, ma per utenti privati. I quali vogliono avvicinarsi al volo in modo semplice e accessibile. L’idea alla base del progetto è rendere l’aviazione leggera meno complicata. Ed anche più vicina all’esperienza quotidiana. AIR ONE non nasce solo come mezzo per spostarsi rapidamente da un punto all’altro. Ma anche come strumento per esplorare. Collegare isole, attraversare fiumi, raggiungere zone rurali o proprietà isolate diventa possibile senza dipendere da aeroporti, piste o infrastrutture complesse.
AIR ONE: ecco i dettagli emersi sul nuovo eVTOL
Uno degli elementi più interessanti riguarda il controllo del mezzo. Il software di bordo è stato progettato per assomigliare più a quello di un’auto moderna. Molte delle operazioni più complesse sono automatizzate, con l’obiettivo di ridurre lo stress e il carico cognitivo del pilota. Non si tratta di eliminare il controllo umano, ma di renderlo più intuitivo, abbassando la soglia d’ingresso al mondo del volo senza sacrificare la sicurezza.
Per il comparto tecnico, AIR ONE utilizza otto motori elettrici, una scelta che punta molto sulla ridondanza. Anche in caso di guasto a uno dei componenti, il velivolo è progettato per mantenere la stabilità e consentire un atterraggio controllato. La configurazione ricorda quella di un grande drone, ma è supportata da ali vere che migliorano l’efficienza durante il volo orizzontale. Riducendo così i consumi e aumentando la stabilità complessiva.
L’autonomia dichiarata è di circa un’ora, con una distanza massima compresa tra i 96 e i 160 chilometri. Riguardo il piano normativo, AIR sta collaborando con la Federal Aviation Administration sfruttando il nuovo quadro regolatorio MOSAIC, dedicato ai velivoli leggeri. Ciò dovrebbe facilitare la certificazione negli Stati Uniti e accelerare l’ingresso sul mercato. In Europa il percorso potrebbe rivelarsi più complesso, ma le prime consegne sono comunque previste entro la fine dell’anno, segno che il progetto sta entrando in una fase più concreta.
