Venti anni di musica, podcast, scoperte e colonne sonore personali. Spotify ha deciso di celebrare questo traguardo offrendo ai propri utenti qualcosa di davvero particolare: un riepilogo che racchiude 20 anni di ascolti, dall’esatto giorno dell’iscrizione fino a oggi. L’iniziativa si chiama Party of the Year(s), tradotta in italiano come Il Compleanno di Spotify, ed è l’ultima di una serie di trovate pensate per coinvolgere chi ha accompagnato la piattaforma fin dai primi passi. Non si tratta del solito Wrapped di fine anno, ma di qualcosa di più ampio e ambizioso: un vero e proprio viaggio nel tempo attraverso la propria storia musicale.
L’esperienza è pensata come un percorso interattivo e, almeno per il momento, funziona esclusivamente tramite l’applicazione su smartphone. Niente desktop, niente tablet. Per accedere basta aprire Spotify e digitare nella barra di ricerca “Spotify 20” oppure “Party of the Year(s)”. Comparirà un’icona speciale legata ai 20 anni celebrativi. Chi preferisce può anche passare dal browser del proprio dispositivo mobile, digitando spotify.com/20. Una volta cliccato sul logo dedicato, parte tutto: si viene catapultati indietro nel tempo e la prima cosa che appare è la data esatta di iscrizione alla piattaforma. Un dettaglio che, per chi usa Spotify da tanti anni, può regalare un piccolo effetto nostalgia non da poco.
Come funziona il viaggio musicale e cosa si scopre
Da quel punto in poi, il riepilogo si sviluppa con una serie di tappe. Viene mostrato il numero totale di brani ascoltati nel corso degli anni, un dato che può sorprendere parecchio, soprattutto per chi non si è mai fermato a pensarci. Poi arriva un quiz simpatico: Spotify chiede di indovinare quale sia stato il primo brano mai ascoltato sulla piattaforma. Non è raro sbagliare, e fa parte del gioco.
Si prosegue scoprendo chi è l’artista più amato di sempre secondo i dati personali, quello che ha accumulato più riproduzioni nel tempo. E qui le sorprese non mancano, perché spesso l’artista che si crede di ascoltare di più non coincide con quello che i numeri dicono davvero. Il percorso si chiude con quella che è forse la parte più interessante: una playlist personalizzata contenente fino a 120 brani, ordinati a partire da quello con il maggior numero di ascolti, con tanto di conteggio delle riproduzioni per ciascun pezzo.
Una playlist da salvare nella propria libreria
Questa playlist non è temporanea e non scompare dopo la visualizzazione. È possibile salvarla direttamente nella propria libreria personale di Spotify e tornare ad ascoltarla quando si vuole. Un bel modo per riscoprire brani dimenticati, fasi musicali che si pensava di aver superato e piccoli pezzi di storia personale. Centoventi canzoni raccontano parecchio di una persona, probabilmente più di quanto si immagini.
La funzione Party of the Year(s) si inserisce nel più ampio programma di celebrazioni che Spotify ha messo in piedi per il ventennale. E per chi è iscritto da tanti anni, rappresenta un’occasione concreta per vedere nero su bianco quanto tempo e quanta musica siano passati attraverso quelle cuffiette.

