L’app IO sta diventando, giorno dopo giorno, uno dei canali privilegiati attraverso cui l’Agenzia delle Entrate parla direttamente ai cittadini. Non più solo uno strumento “di servizio”, ma una vera e propria linea diretta che viene usata sempre più spesso per inviare messaggi informativi generali e avvisi personalizzati sulle scadenze fiscali. Il nuovo Piano Integrato di Attività e Organizzazione per il triennio 2026-2028, approvato a fine gennaio, lo dice senza troppi giri di parole: l’esperimento funziona e, proprio per questo, l’uso dell’app è destinato ad aumentare ulteriormente, con l’arrivo di comunicazioni sempre più mirate.
L’Agenzia delle Entrate punta su IO
I numeri del 2025 aiutano a capire perché questa strada sia considerata vincente. In un solo anno sono state inviate oltre venti milioni di notifiche push ai contribuenti, un volume che ha permesso di ridurre in modo significativo il ricorso a SMS ed e-mail. Meno messaggi tradizionali significa costi più bassi per l’amministrazione, ma anche una platea più ampia di cittadini raggiunti e, aspetto tutt’altro che secondario, una riduzione dei rischi legati al phishing. Ricevere una comunicazione direttamente su IO, all’interno di un ambiente riconoscibile e ufficiale, rende infatti molto più difficile cadere in truffe che sfruttano canali meno controllabili.
Nel corso dell’ultimo anno, l’Agenzia delle Entrate ha ampliato progressivamente il tipo di messaggi inviati tramite l’app. Si va dalle comunicazioni sulla registrazione degli atti privati agli avvisi di compliance legati agli immobili interessati da interventi di ristrutturazione agevolata, passando per le notifiche di fine istruttoria in caso di esito negativo di un controllo fiscale. Non mancano poi comunicazioni più “di vita quotidiana”, come la disponibilità del certificato di attribuzione del codice fiscale per i neonati o le operazioni legate alla delega unica agli intermediari, fino alle richieste di acquisizione dei dati della certificazione unica. Tutti esempi di come l’app IO stia diventando un punto di snodo sempre più centrale nel rapporto tra cittadino e fisco.
Notifiche fiscali sempre più dirette e personalizzate
Questo percorso si inserisce in un quadro più ampio di digitalizzazione della Pubblica Amministrazione, in cui IO gioca un ruolo da protagonista. Negli ultimi mesi gli utenti attivi hanno raggiunto quota quattordici milioni, in crescita rispetto ai dati di fine 2025. Sulla piattaforma operano ormai quasi sedicimila enti, con oltre trecentosettantasettemila servizi disponibili. Dal 2020 a oggi i messaggi inviati complessivamente hanno superato il miliardo e trecento milioni, con un picco di quasi quarantatré milioni solo nel gennaio 2026. Parallelamente aumentano anche i documenti digitali attivati, dalle tessere sanitarie alle patenti di guida, fino alla Carta Europea della Disabilità, così come i metodi di pagamento aggiunti dagli utenti.
Il messaggio che arriva dal PIAO è piuttosto chiaro: l’app IO non è più un progetto sperimentale, ma uno strumento maturo, destinato a diventare sempre più centrale. E se la direzione è quella di comunicazioni più personalizzate e tempestive, è facile immaginare che il dialogo digitale tra cittadini e Agenzia delle Entrate diventerà ancora più frequente, e forse anche un po’ meno distante.
