Per un po’ ci eravamo davvero convinti: un milione di Starship dirette verso Marte, pronte a dare vita a una nuova civiltà entro il 2050. Sembrava fantascienza, eppure Elon Musk la faceva sembrare vicina. Poi qualcosa è cambiato: lo sguardo è sceso un po’ più vicino, verso la Luna, dove il primo vero esperimento di colonizzazione potrebbe davvero partire. Marte, però, non è stato cancellato dai piani. Piuttosto, è stato messo in pausa. Al suo posto, una nuova priorità: costruire una città lunare capace di crescere da sola, passo dopo passo, fino a diventare autosufficiente. Un obiettivo che, anche se poco semplice da realizzare, secondo Musk potrebbe diventare realtà in meno di dieci anni.
Musk punta alla Luna: ecco i progetti di SpaceX
Dietro tale cambio di rotta c’è una logica piuttosto concreta. La Luna è lì, relativamente vicina, raggiungibile, già esplorata. Un banco di prova perfetto per capire se siamo davvero pronti a vivere fuori dalla Terra senza dipendere completamente da essa. Se si riesce a far funzionare una città sulla Luna, con tutte le difficoltà del caso, allora Marte smette di sembrare un salto nel vuoto e diventa il passo successivo. Le tempistiche iniziano anche a prendere forma. SpaceX punta a un allunaggio senza equipaggio entro marzo 2027. Con l’obiettivo di testare sul campo tutte le tecnologie necessarie per costruire insediamenti permanenti. Solo dopo si tornerà a parlare seriamente di Marte, con una finestra temporale stimata tra cinque e sette anni.
Va detto, inoltre, che Musk non è solo in tale corsa. La colonizzazione lunare è ormai un tema caldo per molte potenze spaziali. La NASA, la Cina, la Russia: tutti guardano allo stesso obiettivo, consapevoli che la Luna potrebbe diventare il primo vero avamposto umano fuori dalla Terra. In tale scenario, SpaceX gioca un ruolo centrale anche per conto della NASA, grazie al contratto da circa 3,7 miliardi di euro legato al programma Artemis.
