Si sta parlando spesso del caso Horses, tornato a galla verso la fine dell’anno scorso. Si tratta dell’horror sviluppato da Santa Ragione, finito al centro di una doppia esclusione piuttosto rumorosa: prima Steam, poi Epic Games Store. Proprio il ban di Epic aveva fatto più rumore del previsto, soprattutto per il come: la comunicazione arrivò a sole ventiquattro ore dalla data di uscita prevista, e dopo che una build preliminare del gioco era già stata approvata. Dopo tale evento la vicenda sembrava destinata a scivolare nel dimenticatoio. Invece è riemersa quasi per caso, quando Steve Allison, dirigente di Epic Games, l’ha citata durante un’intervista rilasciata a Game File. Alla domanda diretta, Allison ha spiegato che, anche apprezzando il lavoro dello studio, Horses sarebbe stato classificato come “Adults Only” dal personale dell’Epic Games Store. Rendendolo di fatto incompatibile con la piattaforma.
Epic Games torna a parlare del caso Horses
Il problema è che Santa Ragione non l’ha presa affatto bene. Anzi. Lo studio ha risposto pubblicamente su Bluesky, accusando Epic di aver diffuso informazioni “dimostrabilmente errate”. Secondo gli sviluppatori, non solo Horses non ha mai ricevuto una classificazione Adults Only, ma Epic non avrebbe nemmeno fornito alcuna prova concreta a supporto di tale affermazione. Niente certificato IARC, nessun documento ufficiale, nessun canale di appello, nonostante il sistema di classificazione preveda normalmente anche tale possibilità. A rendere il tutto ancora più frustrante, il fatto che, a detta dello studio, Epic avrebbe smesso di rispondere alle loro comunicazioni.
Santa Ragione ha poi rincarato la dose ricordando che, tramite IARC, Horses ha ottenuto un PEGI 18 e un ESRB M, classificazioni severe ma tutt’altro che eccezionali per un horror. E che il gioco è regolarmente in vendita su store come Humble. Epic, dal canto suo, ha deciso di rispondere nuovamente con una dichiarazione rilasciata a Wccftech, ribadendo di aver seguito le proprie procedure interne. Nella nota si spiega che il team ha valutato direttamente il gioco, ritenendo che violasse alcune sezioni delle linee guida sui contenuti, in particolare quelle legate a contenuti inappropriati e offensivi. Compilando internamente il questionario di valutazione, Epic sostiene di aver ottenuto una classificazione AO, non consentita sullo store.
