Il recepimento del Regolamento UE 2023/1542 segna un passaggio decisivo per la gestione delle batterie esauste in Italia. La norma impone una visione circolare che parte dalla progettazione sostenibile e arriva al riciclo finale. Le batterie dovranno avere minore impronta climatica e contenere meno sostanze pericolose. Crescono i controlli lungo la filiera e aumenta la trasparenza per produttori e consumatori. L’obiettivo è ridurre la dipendenza da materie prime estere e recuperare più materiali strategici.
Le nuove regole riguardano tutte le tipologie, dalle portatili a quelle industriali. Cambiano anche i diritti degli utenti, chiamati a sostituire facilmente le batterie integrate. Il regolamento fissa traguardi ambiziosi già nei prossimi anni. Entro il 2027 serviranno percentuali di raccolta molto elevate. Il recupero dei metalli diventa centrale per la transizione ecologica. Piombo, litio e cobalto assumono un valore economico crescente. Le aziende dovranno ripensare processi e materiali. I cittadini diventano parte attiva del sistema. La sfida riguarda l’intero Paese e coinvolge abitudini quotidiane spesso sottovalutate.
Batterie esauste, la raccolta è in ritardo e ci sono i divari con l’Europa
L’Italia resta distante dagli obiettivi europei sulla raccolta delle batterie esauste. Nel 2025 è stato recuperato solo il 31 per cento delle batterie portatili. Francia e Germania viaggiano su livelli nettamente superiori. Per colmare il divario serve più che raddoppiare i conferimenti individuali. Ogni cittadino dovrebbe passare da 150 a 360 grammi annui. I dati mostrano comunque segnali di crescita. Nel 2025 sono state raccolte 6.200 tonnellate di batterie. L’aumento rispetto all’anno precedente è stato dell’otto per cento. Il riciclo ha permesso di recuperare grandi quantità di metalli. Piombo, ferro e zinco restano le componenti principali.
Persistono però errori di conferimento negli impianti. Molte batterie finiscono nei flussi sbagliati dei piccoli elettrodomestici. Altre restano inserite nei dispositivi a fine vita. Questo riduce l’efficienza complessiva del sistema. Facilitare la raccolta migliorerebbe quantità e qualità. I cittadini chiedono punti di conferimento più accessibili. Supermercati e luoghi pubblici sono considerati ideali. La distanza dagli obiettivi UE resta ampia. Il tempo per recuperare terreno, però, è sempre più limitato.
