Stiamo parlando di una di quelle rivoluzioni che, se dovessero davvero prendere piede come promesso, ci farebbero guardare agli ultimi dieci anni di tecnologia come se fossero l’età della pietra. Se ci pensi, siamo circondati da dispositivi che fanno cose incredibili, ma siamo ancora tutti schiavi di quel maledetto cavetto USB. È quasi paradossale che un’intelligenza artificiale possa scrivere un romanzo in pochi secondi mentre noi siamo ancora costretti a sperare che la batteria telefono arrivi alle dieci di sera senza lasciarci a piedi proprio sul più bello. Ma proprio quando sembrava che l’innovazione in questo campo si fosse arenata tra piccoli aggiornamenti incrementali e promesse mai mantenute, spunta fuori una piccola realtà finlandese chiamata Donut Labs che sembra voler ribaltare il tavolo.
Batterie che durano decenni e ricaricano in 10 minuti
Non capita spesso che una startup riesca a rubare la scena ai giganti settore, eppure qui siamo di fronte a qualcosa che va oltre il semplice annuncio pubblicitario. Il tema centrale è quello delle batterie stato solido, un concetto di cui sentiamo parlare da una vita ma che finora era rimasto confinato nei laboratori o nei sogni degli ingegneri. Il passaggio dall’elettrolita liquido a quello solido non è solo un dettaglio tecnico per esperti di chimica, ma è il vero punto svolta per la sicurezza e l’efficienza. Le batterie attuali sono un po’ come delle spugne bagnate: funzionano bene finché sono nuove, ma col tempo perdono colpi, si surriscaldano e, se maltrattate, possono persino diventare pericolose. La tecnologia di Donut Labs, invece, promette una stabilità superiore che fino a ieri era pura teoria.
Vedere i numeri presentati al CES Las Vegas fa un certo effetto, soprattutto se consideriamo che non si parla di un prototipo lontano anni luce dalla produzione. Una densità energetica di 400 Wh/kg e la capacità di resistere a centomila cicli di carica sono valori che polverizzano qualsiasi standard attuale. Per darti un’idea, significa avere tra le mani un componente che non solo dura molto di più durante la giornata, ma che potenzialmente potrebbe sopravvivere allo smartphone stesso, restando efficiente per decenni. E la cosa più affascinante è il modo in cui hanno deciso di produrle, ovvero utilizzando la stampa serigrafica ad alta precisione. È una scelta brillante perché, se confermata su larga scala, permetterebbe di abbattere costi di produzione che finora sono stati il vero muro contro cui si è scontrata questa tecnologia.
Donut Labs sfida le batterie tradizionali
Naturalmente il debutto non poteva che avvenire in un settore dove la fame energia è massima, quello delle moto elettriche. Proporre un mezzo capace di fare seicento chilometri con una ricarica fulminea di dieci minuti è il modo migliore per dire al mondo che la teoria è diventata pratica. È ovvio che un prezzo di trentamila dollari non lo rende un acquisto per tutti, ma non è il costo del singolo pezzo a doverci interessare, quanto la fattibilità progetto. Sapere che centinaia aziende stanno già bussando alla porta della startup finlandese ci suggerisce che il passaggio dalle due ruote ai nostri dispositivi tascabili potrebbe essere molto più rapido di quanto osassimo sperare. Forse siamo davvero vicini al momento in cui l’ansia batteria scarica diventerà solo un vecchio ricordo da raccontare con un pizzico di nostalgia.
