Negli ultimi mesi OnePlus aveva lasciato intendere un cambio di rotta sul fronte del modding, ma ora l’iniziativa è entrata nel vivo. In Cina è partita una campagna particolarmente aggressiva che mira a rendere irreversibili alcune operazioni storicamente care agli utenti più esperti, come lo sblocco del bootloader o il downgrade del sistema operativo.
Secondo quanto riportato da Droidwin, il meccanismo è già attivo su alcuni modelli e non si limita a blocchi software.
ARB entra in gioco a livello hardware
La novità ruota attorno alla Anti-Rollback Protection (ARB), introdotta con specifici aggiornamenti di ColorOSbasati su Android 16. In questo caso, ARB non si limita a impedire il ritorno a versioni meno sicure del firmware, ma agisce fisicamente sull’hardware. Durante l’installazione dell’aggiornamento, viene “bruciato” un fusibile elettronicosulla scheda madre. Una volta scattato, non esiste procedura software in grado di ripristinarlo.
Il risultato è netto: sui dispositivi coinvolti non è più possibile tornare a versioni precedenti del sistema, ufficiali o modificate. Anche i classici strumenti di ripristino diventano inutili, perché il blocco avviene prima ancora che il software possa intervenire. In caso di problemi, l’unica soluzione teorica resta la sostituzione della scheda madre.
Sicurezza prima di tutto, modding sacrificato
Sistemi di questo tipo non sono una novità assoluta. ARB fa parte di Android Verified Boot e nasce per impedire l’installazione di firmware obsoleti e vulnerabili. Il confronto più immediato è con Samsung Knox, ma l’approccio di OnePlus appare più drastico. Il tentativo di flashare un firmware non compatibile può portare al brick permanente del dispositivo, senza possibilità di recupero.
Solo Cina, per ora
È importante chiarire che questa misura riguarda al momento solo alcuni modelli venduti in Cina, ovvero quelli basati su ColorOS. Le varianti internazionali con OxygenOS non sono coinvolte. Questo significa, di fatto, che l’impatto è limitato al mercato cinese, anche se dal punto di vista tecnico l’estensione ad altri mercati non è impossibile da immaginare.
Gli smartphone attualmente interessati e le versioni software da evitare per chi vuole preservare il modding sono:
- OnePlus 13 e 13T con ColorOS 16.0.3.501;
- OnePlus 15 con ColorOS 16.0.3.503;
- OnePlus Ace 5 e Ace 5 Pro con ColorOS 16.0.3.500.
