Quando Geoffrey Hinton parla di intelligenza artificiale, non lo fa mai con leggerezza. In un’intervista alla CNN, arriva a ipotizzare che i programmatori potrebbero diventare superflui già entro il 2026. Gli strumenti basati sull’intelligenza artificiale stanno cambiando il modo in cui si sviluppa software. Ciò comprimendo tempi e costi in maniera impressionante. Attività che fino a poco fa richiedevano team numerosi e mesi di lavoro oggi possono essere portate avanti da poche persone. Il tuto, a volte, in giorni o addirittura ore. Il ragionamento, nella sua crudezza, è quasi matematico. Se un progetto che durava sei mesi ora si chiude in uno, il numero di sviluppatori necessari inevitabilmente si riduce. Uno scenario che, per quanto preoccupante, sembra quasi inevitabile.
Tagli agli sviluppatori a causa dell’AI? Ecco la dichiarazione di Geoffrey Hinton
Dalla recente dichiarazione traspare una certa tensione. Da un lato, riconosce il potenziale enorme dell’AI in ambiti cruciali come la medicina, l’istruzione o il cambiamento climatico. Dall’altro, non ignora i rischi, soprattutto quelli sociali e occupazionali. Le sue preoccupazioni, inoltre, non sono isolate. Nell’ottobre scorso, Hinton ha firmato un appello insieme a centinaia di scienziati, imprenditori e figure politiche. Un documento che, pur riconoscendo i benefici dell’intelligenza artificiale, evidenzia scenari estremi: perdita massiccia di posti di lavoro e concentrazione del potere economico. Viene chiamata in causa apertamente la corsa delle grandi aziende tecnologiche verso una super-intelligenza capace di superare l’uomo in quasi ogni ambito cognitivo.
Il problema è che tale appello sembra cadere nel vuoto. Le aziende continuano a investire, spinte dalla paura di restare indietro in una competizione globale che non ammette pause. In tale scenario, il 2026 evocato da Hinton rappresenta un simbolo. Rappresenta un’evoluzione tecnologica che potrebbe portare ad un taglio massiccio di molti posti di lavoro. Non resta che attendere e scoprire come cambierà l’intero molto tech con la diffusione continua dell’intelligenza artificiale.
