Il livello di sicurezza che circonda Air Force One è qualcosa che va ben oltre quello che si potrebbe immaginare. Il velivolo presidenziale degli Stati Uniti viene trattato come una vera e propria fortezza volante, e ogni singolo dettaglio legato ai voli di Stato è sottoposto a controlli rigidissimi. Eppure, quello che è successo al termine dell’ultima visita della delegazione americana in Cina ha aggiunto un capitolo piuttosto curioso a questa storia di protocolli blindati.
L’ultimo viaggio in Asia del presidente Donald Trump ha attirato un’attenzione enorme, non solo per il peso geopolitico dell’incontro bilaterale tra le due superpotenze, ma anche per alcuni episodi che hanno fatto parecchio discutere. La due giorni a Pechino, che ha visto Trump faccia a faccia con il leader cinese Xi Jinping, si è chiusa con una scena decisamente fuori dall’ordinario, avvenuta proprio ai piedi della scaletta di Air Force One.
Il “secchio” ai piedi della scaletta: cosa è successo davvero
Prima di poter rimettere piede a bordo del velivolo presidenziale, a ogni singolo passeggero della delegazione è stato imposto di disfarsi immediatamente di qualsiasi oggetto ricevuto durante il soggiorno in territorio cinese. Non stiamo parlando solo di souvenir o gadget innocui. Alla base dell’aereo era stato posizionato quello che si potrebbe descrivere, senza troppi giri di parole, come un secchio della spazzatura. E lì dentro è finito di tutto: cellulari temporanei forniti durante la permanenza, tesserini di accreditamento e perfino le spillette da giacca commemorative che erano state distribuite nel corso degli incontri ufficiali.
Una misura che potrebbe sembrare estrema, quasi teatrale, ma che racconta benissimo quanto sia alta la soglia di attenzione quando si parla della sicurezza di Air Force One. Qualunque dispositivo elettronico o oggetto proveniente dall’esterno rappresenta, agli occhi dei responsabili della protezione presidenziale, un potenziale rischio. Non importa che si tratti di un telefono usa e getta o di una semplice spilletta decorativa: tutto ciò che non è stato portato a bordo all’andata non può salire al ritorno.
Un protocollo che non fa eccezioni
La rigidità di queste procedure dice molto sulla natura delle relazioni tra le due superpotenze, anche nei momenti in cui la diplomazia sembra procedere in modo disteso. Il fatto che nessun membro della delegazione abbia potuto conservare nemmeno un piccolo ricordo della visita a Pechino la dice lunga su come vengano gestiti i rischi legati allo spionaggio e alle possibili compromissioni tecnologiche.
D’altra parte, Air Force One non è un aereo qualsiasi. Ogni elemento che entra in contatto con quel velivolo viene valutato come una potenziale minaccia, e il protocollo di sicurezza non ammette deroghe, neppure per oggetti apparentemente insignificanti. La scena del secchio piazzato ai piedi della scaletta, con funzionari e accompagnatori costretti a svuotarsi le tasche prima di salire, resta un’immagine piuttosto eloquente di come funzionano davvero queste cose dietro le quinte della diplomazia internazionale ad altissimo livello.
