Mancano poche settimane, e l’ansia da prestazione è palpabile. Il 9 gennaio 2026, al Salone di Bruxelles, scopriremo chi si porterà a casa il prestigioso titolo di Auto dell’Anno 2026. E tra i magnifici sette finalisti, c’è un’ospite che non vuole fare da comparsa: la nuova Citroen C5 Aircross. Il SUV francese, frutto dell’ingegneria Stellantis, ha appena superato il suo esame di maturità, affrontando le temutissime prove dinamiche nella “sala operatoria” dell’automobilismo: il circuito di Balocco.
Citroën C5 Aircross supera Balocco e punta all’Auto dell’Anno 2026
Balocco non è un semplice autodromo; è un vero e proprio parco giochi per ingegneri, un labirinto di 27 piste sparse su oltre cinque chilometri quadrati. Lì dentro si può simulare praticamente qualsiasi inferno stradale che un automobilista possa incontrare, dai rettilinei ad alta velocità alle strade dissestate che sembrano uscite da un videogame. La C5 Aircross ha dovuto sudare le proverbiali sette camicie sotto gli occhi vigili dei giurati italiani e dei tecnici delle altre Case.
Il momento clou è stato senza dubbio il famoso test dell’alce. Un’esercitazione da brivido, affrontata a 50 km/h, dove l’auto deve simulare una frenata d’emergenza e un cambio di direzione rapidissimo per evitare un ostacolo improvviso (che sia un alce, o un camion in contromano, poco cambia). Poi, per misurare l’agilità, c’è stata la danza tra i birilli, uno slalom veloce a 30 km/h che mette in luce quanto sia precisa e reattiva la vettura nei continui cambi di traiettoria.
Non si sono limitati alle manovre da circo, però. Il SUV ha dovuto affrontare chilometri su diverse tipologie di asfalto e pavimentazione, un vero stress test per l’assemblaggio, il telaio e soprattutto le sospensioni, il pane quotidiano di Citroen. E, per finire in bellezza, un tratto di 6 km che riproduce le tipiche strade collinari piemontesi: saliscendi, curve veloci e frenate decise, un saggio di guida reale per capire se il SUV è comodo e sicuro in uno scenario quotidiano.
Passando ai numeri che contano, la C5 Aircross è un bel bestione: 4,65 metri di lunghezza, quasi 1,90 di larghezza, e un bagagliaio da ben 651 litri. Spazio a volontà, insomma. Ma la vera notizia è che la gamma è totalmente elettrificata. Dimenticate i vecchi diesel e benzina puri. Si parte dalla Hybrid 145, un sistema leggero ma efficace che combina il 1.2 PureTech da 136 CV con un motorino elettrico da 29 CV, gestito da un automatico a sei marce: una potenza combinata di 145 CV che promette efficienza senza rinunciare alla spinta.
Comfort, test dinamici ed elettrificazione
Per chi vuole spingersi un po’ più in là, c’è la versione Plug-in, che usa un motore 1.6 quattro cilindri accoppiato all’elettrico, arrivando a 195 CV totali e sfoggiando una batteria da 21 kWh che regala ben 86 km di autonomia in modalità puramente elettrica (secondo il ciclo WLTP). Non male per il tragitto casa-lavoro.
Infine, per gli elettromaniaci totali, c’è l’e-C5 Aircross con due varianti: la prima da 210 CV con una batteria da 73 kWh e un’autonomia di 520 km, e una versione futura ancora più muscolosa da 230 CV, che, grazie a un accumulatore da 97 kWh, promette di spingersi fino a 680 km con una sola carica. Con prezzi che partono da 33.990 euro, la Citroen C5 Aircross si presenta come un mix bilanciato di comfort, spazio e tecnologia verde.
Insomma, il SUV francese non è lì per caso. Ha le carte in regola – dinamica provata, gamma elettrificata e un prezzo d’attacco onesto – per dare del filo da torcere a tutti gli altri. Staremo a vedere se il verdetto della giuria premierà questo approccio che mixa comodità e innovazione.
