Il confronto tra Apple e l’UE sulle regole dell’App Store torna al centro del dibattito politico ed economico europeo. Una coalizione composta da circa venti sviluppatori di app e organizzazioni a tutela dei consumatori ha formalmente chiesto alle istituzioni europee di intervenire sulle commissioni applicate da Apple. Queste infatti sono state considerate ancora troppo onerose e non allineate allo spirito del Digital Markets Act.
Secondo i firmatari, tale sentenza ha creato una situazione di squilibrio. Mentre negli USA gli sviluppatori possono beneficiare di condizioni più favorevoli, nell’UE continuerebbero a essere soggetti a costi elevati, nonostante l’entrata in vigore del DMA. La normativa europea impone infatti ai grandi operatori digitali classificati come “gatekeeper”, tra cui Apple, di consentire l’uso di sistemi di pagamento alternativi senza imporre costi aggiuntivi o ostacoli indiretti. È proprio su questo punto che si concentra la contestazione. Secondo la coalizione, Apple avrebbe formalmente modificato le proprie policy, ma senza garantire una reale gratuità delle transazioni esterne.
Apple e UE: le conseguenze economiche del modello App Store
Secondo la Coalition for Apps Fairness, che riunisce realtà come Deezer e Proton, le condizioni imposte da Apple continuerebbero a violare il Digital Markets Act e a penalizzare l’ecosistema europeo delle app. Gli sviluppatori si trovano di fronte a un bivio. Devono decidere se assorbire i costi delle commissioni, riducendo i margini e la capacità di investimento, oppure trasferirli sui consumatori finali, con un aumento dei prezzi. In entrambi i casi, l’impatto ricade sull’economia digitale europea, limitando concorrenza e innovazione.
La situazione viene descritta come particolarmente critica per le piccole e medie imprese. Esse infatti non dispongono della stessa forza contrattuale dei grandi gruppi internazionali. A sei mesi dalla decisione della Commissione UE che ha dichiarato illegali alcune pratiche di Apple, gli sviluppatori sostengono di non aver ancora visto benefici concreti. Anzi, la mancanza di chiarezza sulle ulteriori modifiche annunciate da Apple, previste per gennaio, alimenta incertezza e sfiducia.
Insomma, la coalizione chiede un intervento deciso delle istituzioni europee, arrivando a ipotizzare anche un nuovo passaggio davanti alla Corte di giustizia dell’UE. L’obiettivo? Garantire che le regole valgano davvero anche per Apple e che “gratuito” significhi realmente gratuito per sviluppatori e consumatori europei.
