Le voci sul futuro di Apple sono sempre più insistenti. Con Tim Cook ormai vicino al passo d’addio — secondo diversi rumor il suo ciclo alla guida di Cupertino potrebbe chiudersi nel 2026 — e con il ventesimo anniversario dell’iPhone alle porte, il clima intorno alla Mela è quello dei grandi cambiamenti. Nel frattempo, tra i protagonisti della scena tecnologica c’è chi non perde occasione per inserirsi nella conversazione: Elon Musk.
Non si parla di una sua candidatura alla guida di Apple, ma dell’ennesima incursione nel mondo dell’iPhone. Stavolta la proposta riguarda Siri. Negli ultimi anni l’assistente di Apple ha faticato a tenere il passo delle soluzioni concorrenti basate su modelli di intelligenza artificiale più avanzati. Assistenti come Gemini, Alexa o quelli integrati nei flagship Android hanno introdotto funzioni evolute, mentre Siri continua a mostrare limiti evidenti, soprattutto nell’interazione naturale e nella comprensione dei contesti.
L’ipotesi Grok e la risposta di Musk
È in questo scenario che, su X, uno dei profili più attivi nella community di Grok, l’assistente di xAI, ha lanciato una provocazione: secondo lui è arrivato il momento per Apple di “collaborare con xAI e sistemare Siri”, arrivando addirittura a proporne la sostituzione con Grok. La risposta di Musk non ha lasciato spazio a interpretazioni: un secco “I’m down”, un chiaro segnale di apertura.
Il post ha superato in poche ore decine di milioni di visualizzazioni, accompagnato da commenti che immaginano scenari più estremi: non solo Grok su iPhone, ma anche funzioni Starlink integrate direttamente nei futuri modelli. Segno che una parte degli utenti accoglierebbe volentieri un cambio radicale nell’approccio di Apple all’intelligenza artificiale.
Tra realtà e alternative più concrete
Lo scenario più plausibile, però, guarda altrove. Secondo fonti molto vicine ai lavori interni di Cupertino, Apple sarebbe ormai vicina a un accordo da circa 1 miliardo di dollari l’anno per affidare a Google Gemini le capacità avanzate di riepilogo e pianificazione della nuova Siri. Il debutto sarebbe previsto con iOS 26.4, previsto per la primavera. Apple ospiterebbe i modelli AI direttamente sui propri server per separare i dati degli utenti da quelli di Google.
In questo contesto, l’apertura di Musk rimane più un movimento di opinione che una concreta anticipazione. Ma il fatto che l’idea abbia raccolto così tanto entusiasmo mostra una cosa chiara: per molti utenti, l’iPhone ha bisogno di un assistente molto più intelligente. E il dibattito su come reimmaginare Siri è ormai apertissimo.
