L’autorità antitrust del Regno Unito ha deciso di puntare i riflettori su Microsoft e sul suo ecosistema software. La Competition and Markets Authority (CMA) ha aperto un’indagine per capire se l’azienda di Redmond debba ricevere lo Strategic Market Status (SMS), che nel contesto britannico equivale più o meno alla designazione di gatekeeper prevista dal Digital Markets Act europeo. In sostanza, si vuole stabilire se Microsoft occupi una posizione talmente dominante nel mercato del software da poter influenzare le scelte dei consumatori e delle aziende. Il termine ultimo per concludere il procedimento è fissato al 27 febbraio 2027.
Non è la prima volta che la CMA guarda con attenzione alle pratiche di Microsoft. C’è già un’indagine parallela che riguarda i servizi cloud, dove il nodo centrale è il legame molto stretto tra Microsoft 365 e Azure. Secondo le segnalazioni ricevute dall’autorità, questo rapporto privilegiato renderebbe difficile per gli utenti rivolgersi a provider alternativi. Un tema simile, peraltro, potrebbe presto interessare anche la Commissione europea, che starebbe valutando se aggiungere Azure all’elenco dei cosiddetti Core Platform Services del Digital Markets Act.
Cosa cambia per Windows, Office e Copilot
Il nuovo procedimento, però, si concentra su un perimetro diverso e più ampio. L’indagine coinvolge il business software di Microsoft nel suo complesso: parliamo di Windows, Office, Copilot, SQL Server, Defender e altri prodotti. La CMA ha messo nero su bianco una preoccupazione piuttosto chiara: i consumatori britannici devono avere la possibilità concreta di scegliere i migliori strumenti disponibili sul mercato e di combinare liberamente software e servizi di intelligenza artificiale provenienti da fornitori diversi.
E qui sta il punto critico. L’autorità ha ricevuto segnalazioni specifiche sulla difficoltà di far funzionare il software di Microsoft insieme a quello di aziende concorrenti. Tradotto: chi usa Windows e Office potrebbe trovarsi in una situazione dove cambiare fornitore, anche solo per un singolo servizio, diventa complicato. I pacchetti di prodotti, le impostazioni predefinite e i problemi di interoperabilità verranno passati al setaccio proprio per verificare se queste barriere esistano davvero e quanto pesino sulle scelte dei clienti.
C’è poi un aspetto particolarmente attuale, che riguarda l’integrazione dei servizi AI di terze parti con il software di Microsoft. Con Copilot sempre più centrale nell’offerta dell’azienda di Redmond, la CMA vuole capire se gli strumenti di intelligenza artificiale sviluppati da altri possano integrarsi in modo equo e funzionale oppure se l’ecosistema Microsoft finisca per favorire esclusivamente le proprie soluzioni.
Le tappe del procedimento e la risposta di Microsoft
L’indagine è strutturata in tre fasi. La prima si chiuderà entro la fine di giugno 2026, con l’esame dei feedback raccolti dalle parti interessate. Seguirà una fase di consultazione pubblica sulla proposta di designazione dello Strategic Market Status. La decisione finale arriverà entro febbraio 2027. Un portavoce di Microsoft ha fatto sapere che l’azienda intende collaborare pienamente con la CMA durante tutto il percorso del procedimento.
