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Apple: recenti cambiamenti per la struttura aziendale
Al momento, non sembrano esserci piani concreti per la successione. Cook, intanto, può contare su una solida posizione. Il consiglio d’amministrazione gli resta fedele, anche in presenza di risultati finanziari non sempre brillanti. Il merito principale di Cook resta l’aver traghettato Apple fuori dall’era Jobs senza scossoni. Ha consolidato il team esistente, ampliato l’offerta di dispositivi, potenziato la presenza in Asia e promosso servizi digitali in grado di produrre flussi di entrate stabili.
Eppure, il rinnovamento ai vertici è già in atto. Una prima risposta è arrivata con la riorganizzazione operativa successiva all’uscita di Williams. Sabih Khan ha assunto il ruolo di COO, ma con funzioni più limitate. Altri settori, come il design e il comparto salute, sono stati riassegnati: Alan Dye e Molly Anderson si occuperanno rispettivamente di interfacce e design industriale. Mentre John Ternus ha preso in carico i dispositivi sanitari. Federighi, invece, coordinerà tutti i team software correlati, incluso quello diretto da Sumbul Desai.
Le divisioni legate ai servizi, come Fitness+ e AppleCare, sono state inglobate in aree più grandi. In un’ottica di maggiore efficienza. Intanto, l’azienda ha smantellato il team del Vision Pro e riorganizzato le unità dedicate a Siri e alla robotica.
Resta, però, la domanda cruciale: cosa succederebbe se Cook dovesse lasciare improvvisamente? L’assenza di una figura pronta a subentrare è un nodo irrisolto. In caso di emergenza, la gestione passerebbe probabilmente a un team temporaneo, ma nel lungo periodo il nome che circola con maggiore insistenza è quello di John Ternus. Al momento, però, si tratta solo di scenari teorici.









