Il Buy Now Pay Later è ormai una presenza stabile nelle abitudini d’acquisto italiane. In pochi anni questa formula di pagamento senza interessi è passata da opzione marginale a strumento usato in modo trasversale, con numeri che raccontano una crescita continua. Le analisi del Politecnico di Milano mostrano un salto significativo: da 0,4 miliardi di euro transati nel 2020 a 6,8 miliardi nel 2024, una dinamica confermata anche nel 2025 con un +28% registrato da Crif nel primo semestre. A contribuire all’espansione sono stati l’accesso immediato, la semplicità di utilizzo e la possibilità di dilazionare spese contenute senza costi aggiuntivi, attirando fasce d’età diverse e anche utenti senza precedenti storie creditizie, oggi circa il 17%.
L’interesse crescente ha favorito l’arrivo di nuovi operatori come Satispay, che con la funzione “Paga in 3” offre una rateizzazione rapida e senza interessi sia online sia nei negozi fisici. Questo scenario, però, si prepara a mutare profondamente con l’introduzione della nuova direttiva europea sul credito al consumo, che dovrà essere recepita entro novembre 2025 e applicata dal novembre 2026.
Nuove soglie e obblighi più severi per gli operatori
La direttiva ridisegna i confini del Buy Now Pay Later, riducendo le soglie temporali che separano questa formula dal credito al consumo: 50 giorni per le rateizzazioni effettuate nei negozi fisici e 14 giorni per quelle online. Soluzioni diffuse oggi, come i pagamenti a 60 giorni proposti da Klarna, Scalapay o PayPal, rientreranno così nel perimetro del credito regolamentato, richiedendo valutazioni della solvibilità del cliente e informative precontrattuali più dettagliate.
L’obiettivo della normativa è colmare un vuoto regolamentare che ha lasciato incertezza sui requisiti a carico dei provider. Molte formule attualmente presenti dovranno adeguarsi a procedure più strutturate, con un percorso simile a quello dei prestiti tradizionali. Per i consumatori significa maggiori tutele; per gli operatori un riassetto dei processi interni, con la necessità di preservare comunque la rapidità del servizio, elemento distintivo del BNPL.
Intanto le principali piattaforme stanno già modificando le loro proposte. PayPal offre dilazioni fino a 24 mesi con tassi variabili, mentre Klarna propone piani a 6 o 12 mesi con costi proporzionati. Scalapay, grazie alla collaborazione con Deutsche Bank, arriva a 36 mesi con formule miste, alcune senza interessi. È un percorso che anticipa la direttiva e mostra una convergenza verso modelli più regolamentati.
