Negli ultimi anni, la robotica umanoide in Cina ha iniziato a uscire dai laboratori per entrare in un contesto sempre più aperto e collaborativo. In tale scenario si inserisce RoboParty, startup fondata da Huang Yi. Ventunenne che ha trasformato un progetto universitario in un’impresa osservata con interesse dagli investitori internazionali. L’azienda punta a costruire un ecosistema open-source per robot umanoidi. Il giovane studente del Harbin Institute of Technology aveva dimostrato una passione per la robotica, con un budget limitato di circa 2.100 euro. Nella sua stanza del dormitorio ha costruito AlexBot, un robot bipede completamente funzionante, documentando ogni fase e condividendola pubblicamente. Tale trasparenza ha attirato l’attenzione di partner e investitori, culminando nel round seed con partecipazione di Matrix Partners China e Xiaomi Strategic Investment, che ha raggiunto una cifra a sette zeri. In collaborazione con il produttore Fourier Intelligence, Huang ha poi presentato AlexBotmini, una versione più compatta e accessibile. Il tutto prima di laurearsi anticipatamente e dedicarsi a tempo pieno al progetto.
Ecco i dettagli sul nuovo robot open-source
Il modello più ambizioso di RoboParty è il robot denominato ATOM. Il quale è descritto come il primo robot umanoide cinese completamente open-source. ATOM rappresenta una svolta rispetto alla tradizionale robotica commerciale del Paese, perché punta a creare uno standard modulare che faciliti la collaborazione globale, riduca le barriere di ingresso e acceleri lo sviluppo di applicazioni. Il progetto di Huang è indipendente e si concentra sul concetto di piattaforma aperta.
Il futuro di RoboParty prevede il completamento del round di finanziamento angel e la realizzazione di una piattaforma modulare definita dagli analisti come un vero e proprio “Android della robotica”. L’obiettivo è rendere più semplice la creazione di applicazioni comuni e standard, abbattendo costi e complessità dei robot attualmente disponibili. In un mercato dove i modelli esistenti rimangono costosi e poco scalabili. L’approccio trasparente e collaborativo della startup potrebbe rappresentare un punto di riferimento non solo per la Cina, ma per la comunità globale della robotica.
