La relazione tra memoria personale e innovazione digitale torna al centro dell’attenzione. Ciò grazie a una nuova iniziativa lanciata dalla startup americana 2Wai. L’azienda ha diffuso un breve video promozionale che, in poche ore, ha catalizzato un intenso dibattito pubblico. Ciò non tanto per le capacità tecniche dell’applicazione, quanto per le implicazioni emotive e sociali che suggerisce. Secondo quanto annunciato da 2Wai, l’app è già disponibile sull’App Store, mentre la versione per Android è in arrivo. Il servizio AI permette di creare avatar generati dall’algoritmo a partire da dati forniti dall’utente. Con la possibilità di simulare persone realmente esistite o figure totalmente immaginarie. Tra i profili già presenti figurano una life coach, uno chef, un assistente di viaggio e persino una versione digitale di William Shakespeare.
L’AI permette ora di comunicare con avatar di persone reali
Nel video diffuso online, l’attenzione si concentra sulla ricostruzione di un legame familiare perduto. Una donna, prossima alla maternità, conversa con l’avatar della madre scomparsa. L’intelligenza artificiale attraversa poi simbolicamente le tappe della crescita del bambino, accompagnandolo dall’infanzia all’adolescenza fino a ricevere, anni dopo, la notizia dell’arrivo di un’altra generazione. Il fatto che tali ricostruzioni migliorino man mano che l’utente interagisce con l’avatar non fa che accentuare la sensazione di trovarsi davanti a un’ulteriore estensione del rapporto tra esseri umani e sistemi generativi.
L’iniziativa, però, evidenzia un interrogativo più ampio. Ovvero quale spazio dovrebbe essere concesso alla tecnologia quando entra in contatto con dimensioni affettive delicate? L’applicazione di 2Wai sembra anticipare un futuro in cui la memoria potrà essere sostenuta, e forse riplasmata, da copie digitali capaci di dialogare e adattarsi. La sfida non riguarda più soltanto ciò che l’AI riesce a fare tecnicamente, ma ciò che una società è pronta ad accettare. Ciò quando la linea che separa simulazione e presenza rischia di diventare sempre più sottile.
