Il comunicato diffuso da AGCOM nelle ultime ore ha scosso il mondo del web adulto. Nessuna nuova norma, ma un chiarimento deciso su criteri, obblighi e tempi. La lista dei servizi coinvolti è già pubblica dal 31. Da qui adesso partono due percorsi distinti. I siti stabiliti in Italia devono infatti adeguarsi entro oggi, quelli stranieri che operano nel Paese hanno tempo fino al 1° febbraio. Insomma, tempi stretti e margini ridotti. L’inclusione nell’elenco non è casuale. Basta che un servizio utilizzi la lingua italiana, ottenga ricavi in Italia, o sia promosso verso utenti italiani. Anche un dominio nazionale o contatti locali possono bastare. Quanti portali saranno pronti a rispettare queste condizioni? L’Autorità ha voluto rendere chiaro il perimetro, così da chiudere ogni interpretazione incerta.
Il doppio anonimato come scudo digitale
Il principio cardine resta quello del doppio anonimato. Nessun dato personale dovrà transitare verso i siti pornografici. A occuparsene sarà un soggetto certificatore terzo, unico custode della verifica. Le piattaforme riceveranno solo un codice anonimo che conferma la maggiore età dell’utente. Al tempo stesso, il certificatore non saprà dove quel codice verrà usato. Una barriera di sicurezza che vuol proteggere privacy e dignità dell’utenza. No foto o documento e nessuna tracciabilità. L’accesso diventa un atto riservato, certificato e senza esporre identità. Considerando come i dati personali divengano spesso merce, questa garanzia appare come un passo deciso verso la tutela.
AGCOM: controlli, sanzioni e segnalazioni
L’Autorità non resta a guardare. In caso di inadempienza, AGCOM può intervenire d’ufficio o su segnalazione. È prevista una diffida di venti giorni per adeguarsi. Se resta inevasa, scatta il blocco del sito. Le sanzioni? Arrivano fino a 250.000 euro, una cifra bella pesante. Cittadini e associazioni potranno inoltre segnalare violazioni tramite posta certificata o canali digitali dedicati. La vigilanza diventa partecipata, quasi collettiva. Ora, quanti operatori sapranno rispettare davvero le nuove regole? Il tempo stringe, la rete osserva, l’Autorità vigila.
