“Army of Drones Bonus System“: sembra il titolo di un videogioco distopico, invece è il nuovo sistema delle forze armate ucraine. Per ogni missione completata o bersaglio colpito, i soldati ricevono dei punti da accumulare per ottenere altre armi o nuovi droni. Un’iniziativa che sembra irreale ma è diventata la quotidianità per circa 400 truppe ucraine.
Il sistema si basa su una piattaforma online che prende il nome di Brave1 ed è una sorta di e-commerce per la guerra. Su questa piattaforma sono schedati i diversi droni a disposizione e il punteggio delle squadre. Le migliori sono visibili in cima alla classifica, per incentivare i soldati alla competizione. Una strategia controversa che li rende più efficienti contro le armate russe, ma che fa indubbiamente sorgere un problema etico.
Cosa succede se il mondo dei videogiochi incontra quello della guerra: ideato un sistema a punti per i soldati ucraini
Il sistema è stato progettato più di un anno fa, inizialmente con lo scopo di mettere in risalto l’uso dei droni e spingere i soldati ad usarli al meglio. Tuttavia, il governo ha iniziato ad usare il sistema in altri modi, iniziando a raddoppiare i punteggi per ogni soldato nemico eliminato. Questo ha portato ad un effetto domino fino ad arrivare alle competizioni a punti attuali. Anche i reparti di artiglieria e ricognizione possono trarre dei vantaggi da questo sistema, ottengono punti per ogni attacco riuscito o per ogni obiettivo individuato correttamente. Le unità logistiche, invece, ottengono i loro punti per ogni veicolo autonomo usato per le consegne.
Un’altra novità introdotta in questi mesi sul fronte è l’Uber targeting, una strategia ispirata al sistema tipico per la prenotazione di un taxi: dopo aver individuato un bersaglio sulla mappa, il primo drone disponibile lo raggiunge per colpirlo. Anche in questo caso si accumulano punti. Fedorov definisce questa gamification della guerra un modo per “rendere più efficiente un lavoro che ormai fa parte della routine quotidiana dei soldati. Oltre a motivare i soldati, il sistema a punti sta raccogliendo un’enorme quantità di dati sulle dinamiche di combattimento”.
Per alcuni osservatori, questo approccio segna una nuova frontiera della guerra ai tempi della tecnologia, una frontiera delicata il cui limite è stato probabilmente del tutto superato.
