Elon Musk e Sam Altman tornano a punzecchiarsi pubblicamente. Dopo mesi di apparente tregua, un nuovo botta e risposta su X ha riacceso la tensione tra i due co-fondatori di OpenAI, ormai divisi da anni su visioni e principi. Tutto è iniziato quando Altman ha lamentato su X le difficoltà incontrate nel recuperare la caparra da 50.000 dollari versata nel 2018 per la Tesla Roadster, la supercar elettrica annunciata sette anni fa ma mai arrivata sul mercato.
Nel post, Altman ha pubblicato tre screenshot: la mail di conferma del preordine, la richiesta di rimborso inviata nel 2025 e un messaggio automatico di errore che segnalava un indirizzo email non più attivo. Una frecciata implicita a Musk e alla gestione del progetto Roadster, che dal 2018 ha accumulato rinvii e promesse non mantenute. La risposta del magnate sudafricano non si è fatta attendere: “Hai rubato una non-profit”, ha scritto Musk, riferendosi alla decisione di Altman di trasformare OpenAI da organizzazione senza scopo di lucro a società a fini di lucro.
Tesla Roadster e OpenAI: quando la tecnologia divide
La polemica non si è fermata lì. Musk ha precisato in un tweet successivo che il rimborso della caparra era stato emesso “entro 24 ore” e che Altman avrebbe omesso volutamente questa informazione per costruire un racconto distorto. L’imprenditore ha poi colto l’occasione per difendere la sua creatura, ricordando che la nuova Tesla Roadster sarà “una macchina talmente avanzata che forse non si potrà più definire automobile”. Nel corso di un’intervista con Joe Rogan, Musk ha promesso che il prototipo funzionante sarà mostrato entro la fine dell’anno, alimentando ancora una volta l’attesa.
Dal canto suo, Altman ha preferito evitare toni accesi, limitandosi a definire “eccessivi” i sette anni di attesa per un’auto prenotata e mai consegnata. I due uomini, un tempo alleati nell’ambizioso sogno di creare un’intelligenza artificiale etica e condivisa, sono oggi simboli di visioni contrapposte. Musk, fautore di un’AI controllata e trasparente, e Altman, artefice di un colosso privato come OpenAI, oggi al centro del dibattito mondiale sull’uso dell’intelligenza artificiale.
Questa nuova scintilla, nata da un semplice reclamo su un’auto, riporta alla luce divergenze profonde che vanno oltre il business. Due modi opposti di intendere il progresso tecnologico, due personalità che continuano a influenzare il futuro.
