Snapchat non molla e continua a migliorarsi nella speranza di assottigliare il divario con le altre app social: questa volta introduce Perplexity AI, una delle piattaforme di ricerca conversazionale più note del momento. A svelare la partnership è stato proprio il CEO Evan Spiegel, affermando che questa novità consentirà di usare l’intelligenza artificiale di Perplexity direttamente nelle chat dell’app. Così facendo gli utenti potranno porre le loro domande ottenendo delle risposte certificate, con il vantaggio di non dover abbandonare la conversazione. A scanso di equivoci, quando si parla di Snapchat, si parla di un vero e proprio colosso che oggi vanta un miliardo di utenti mensili attivi.
Secondo quanto comunicato, la funzione arriverà nei primi mesi del 2026 e sarà inserita accanto alle chat tradizionali. Basterà scrivere a Perplexity come si farebbe con un amico per ricevere informazioni dettagliate e aggiornate, con citazioni in linea e riferimenti alle fonti. Spiegel ha spiegato che l’obiettivo è quello di rendere l’AI più umana e sociale, fondendola con l’esperienza quotidiana di chi usa Snapchat per comunicare e scoprire novità.
Accanto a My AI, ma con un ruolo diverso
Perplexity andrà ad affiancare My AI, l’assistente già integrato su Snapchat dal 2023 e basato su tecnologia OpenAI. A differenza di quest’ultimo, che mantiene un tono più informale e amichevole, Perplexity sarà focalizzato sull’accuratezza delle informazioni e sull’elaborazione di risposte più complete, diventando di fatto un motore di ricerca conversazionale. L’intenzione di Snap è quella di creare un equilibrio tra leggerezza e utilità, trasformando l’app in uno spazio dove intrattenimento e conoscenza convivono.
Un accordo miliardario e qualche ombra sulla privacy
Sul piano economico, la partnership prevede un investimento di circa 400 milioni di euro tra capitali e quote azionarie, con i primi ricavi attesi per il 2026. Come indicato nei termini di utilizzo, però, i messaggi inviati a Perplexity potranno essere impiegati per personalizzare l’esperienza utente, una scelta che potrebbe sollevare dubbi tra chi è più attento alla privacy.
Il CEO di Perplexity, Aravind Srinivas, ha spiegato che lo scopo è “nutrire la curiosità delle persone proprio dove nascono le loro domande”. Una strategia che punta a fare di Snapchat un luogo dove informarsi e conversare diventano parte dello stesso gesto.
