Samsung torna a parlare di QLED. E questa volta lo fa con forza grazie a un video pubblicato sul suo canale ufficiale YouTube. Il colosso sudcoreano ha scelto di affrontare un tema che da tempo agita il mercato dei televisori. Ossia la differenza tra i “veri” TV QLED e quelli che, secondo l’azienda, ne usano il nome in modo fuorviante. A guidare la spiegazione non c’è una persona in carne e ossa. Ma una presentatrice generata con l’intelligenza artificiale. Scelta proprio per sottolineare l’impronta tecnologica dell’iniziativa.
Il video si rivolge direttamente ai consumatori. Offrendo informazioni tecniche chiare per distinguere un pannello QLED autentico da uno che ne sfrutta solo il nome. Il bersaglio principale sono marchi cinesi come TCL e Hisense. Che sono accusati in passato di etichettare come QLED dei semplici LCD con minime modifiche. Samsung sostiene che si nascondano tecnologie molto diverse per qualità e resa visiva. E dietro lo stesso nome. La disputa ormai dura da anni. E ha già portato a scontri legali in diverse nazioni.
Dietro la sigla QLED, due mondi distinti: Samsung chiarisce cosa cambia davvero
La tecnologia QLED si basa sui quantum dot, nanocristalli capaci di emettere colori purissimi. Tuttavia, non tutti i pannelli QLED sono costruiti allo stesso modo. Samsung evidenzia che i propri televisori impiegano un LED blu combinato con uno strato di quantum dot rossi e verdi. Questo sistema permette una fedeltà cromatica superiore e una maggiore luminosità. Diversi modelli economici di TCL, invece, utilizzerebbero LED bianchi e un filtro a quantum dot verde. Una soluzione più economica e meno efficace.
A maggio 2025, Samsung ha anche ricevuto la certificazione “Real Quantum Dot Display” dall’ente TÜV Rheinland. Un riconoscimento che sottolinea la qualità dei suoi pannelli rispetto a quelli della concorrenza. L’intento dell’azienda è chiaro. Tutelare il valore del proprio marchio QLED e guidare i clienti verso acquisti più consapevoli. Il video non è solo uno strumento informativo. Ma anche un messaggio diretto ai rivali. Non basta un’etichetta per essere alla stessa altezza.
