
Napster
Napster torna sulle scene, ma non come ce lo ricordavamo. Dimenticate il vecchio servizio di file sharing: oggi il brand che ha definito un’era della musica online vuole reinventarsi come pioniere dell’intelligenza artificiale personale. Il suo nuovo prodotto, Napster View, è una webcam da 99 dollari pensata per chattare con assistenti AI e creare un gemello digitale capace di parlare, ragionare e persino sostituirci in videochiamata.
Dal file sharing all’intelligenza artificiale
Dopo essere stata acquistata nel marzo 2025 da Infinite Reality per 207 milioni di dollari, Napster ha cambiato completamente direzione. Abbandonata l’idea del metaverso, oggi il brand punta su un hardware “ibrido” tra realtà aumentata e intelligenza artificiale, in linea con la tendenza del momento che vede ogni grande azienda tech sperimentare con i cosiddetti AI device. Napster View si presenta come un piccolo dispositivo olografico 3D che si aggancia al monitor e permette di interagire con avatar intelligenti attraverso videochat naturali.
Il tutto è gestito tramite l’app Napster Companion, che fornisce accesso a un’intera rete di assistenti virtuali tematici: coach per fitness, consulenti aziendali, esperti di benessere e persino chef virtuali.
Gemelli digitali e assistenti “su misura”
La funzione più ambiziosa di Napster View è però la creazione del digital twin, un gemello virtuale 3D che riproduce voce, aspetto e comportamento dell’utente. Questo alter ego digitale può:
- rispondere a messaggi o domande al posto nostro,
- partecipare a riunioni virtuali,
- interagire con altri utenti come se fosse una versione autonoma di noi stessi.
Il CTO di Napster, Edo Segal, ha spiegato che il suo stesso gemello digitale “partecipa ogni settimana alle riunioni del team di ingegneri e mi invia un riassunto automatico delle discussioni”.
Un’idea a metà tra AI personale e automazione cognitiva, che mette Napster in un territorio ancora inesplorato persino per colossi come OpenAI o Google. Napster View si inserisce in una categoria di hardware AI emergenti — tra cui figurano i già discussi Rabbit R1 e Humane AI Pin — ma con un approccio diverso: non si tratta di un assistente vocale portatile, bensì di una finestra virtuale su un mondo popolato da intelligenze artificiali.
Tuttavia, la scommessa è tutt’altro che semplice. I precedenti nel settore non sono incoraggianti: molti di questi dispositivi sono falliti nel tentativo di offrire esperienze fluide e convincenti. Il rischio, come sottolineano gli analisti, è che Napster stia cercando di anticipare una tecnologia ancora immatura, soprattutto considerando la complessità di un’interazione realistica e coerente tra AI e utenti umani. A questo si aggiunge un prezzo tutt’altro che popolare: oltre ai 99 dollari del dispositivo, gli utenti devono sottoscrivere un abbonamento annuale da 219 dollari per accedere alle funzioni AI complete.
