Una svolta politica interessante arriva di recente da Bruxelles. Ursula von der Leyen ha aperto la possibilità di includere biocarburanti ed e-fuel nella prossima revisione del regolamento sulle emissioni di CO₂ per auto e veicoli commerciali. Tale decisione è stata comunicata in una lettera indirizzata ai leader del Consiglio europeo. Un segnale importante per l’intera filiera automobilistica e per quei Paesi che da tempo chiedono maggiore flessibilità nella transizione ecologica. Tra questi emerge anche l’Italia.
La revisione delle norme è prevista entro la fine del 2025. Essa riguarderà in particolare il divieto di vendita di auto a benzina e diesel a partire dal 2035. Nella missiva, von der Leyen ribadisce la volontà di restare “fedeli al principio di neutralità tecnologica”. Sottolinea infatti che l’obiettivo non è imporre un’unica strada verso la decarbonizzazione. Ma aprire a tutte le soluzioni a basse e zero emissioni, dai motori elettrici ai carburanti sintetici fino ai biocarburanti avanzati.
Auto e ambiente: la nuova linea Ue tra rigore e realismo
L’apertura di von der Leyen non significa un cambio di rotta rispetto agli obiettivi climatici. Quanto piuttosto un adattamento realistico delle politiche europee. La presidente ha confermato il traguardo della riduzione del 90% delle emissioni entro il 2040. Però ha anche riconosciuto la necessità di non mettere sotto pressione il tessuto economico e sociale europeo. Da qui la scelta di un approccio “ambizioso ma flessibile”, che consenta agli Stati membri di scegliere i percorsi più adatti per raggiungere gli obiettivi, anche attraverso compensazioni o riduzioni realizzate fuori dall’Unione.
Il principio di neutralità tecnologica, sostenuto da diverse industrie automobilistiche e governi nazionali, potrebbe quindi trovare una prima applicazione concreta. L’Europa sembra ora pronta a considerare i biocarburanti come un alleato nella decarbonizzazione. Ciò soprattutto per settori come i trasporti pesanti e i furgoni commerciali, dove l’elettrificazione totale resta complessa.
La decisione definitiva arriverà solo dopo la riunione del Consiglio europeo, ma il segnale politico è chiaro. La Commissione Ue vuole evitare una transizione “a senso unico” e mantenere aperte tutte le vie tecnologiche per raggiungere la neutralità climatica.
