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Siri: cosa c’è che non funziona?
La perdita di personale si è aggravata con l’uscita di Ke Yang, responsabile del team Answers, Knowledge and Information (AKI). Yang, subentrato a Robby Walker, aveva assunto l’incarico di guidare Siri verso un modello più avanzato. La sua decisione di lasciare l’azienda dopo poche settimane, accettando un ruolo in Meta Platforms, ha rappresentato un colpo simbolico per Apple. Suggerendo una perdita di fiducia interna nelle prospettive di sviluppo.
In tale contesto, il ruolo di John Giannandrea, vicepresidente senior per l’intelligenza artificiale, è diventato uno dei punti più delicati. Entrato in Apple nel 2018 dopo una lunga esperienza in Google, Giannandrea ha visto progressivamente ridimensionate le proprie competenze. La gestione di Siri è passata sotto la supervisione di Craig Federighi, mentre i progetti di robotica sono stati affidati al reparto hardware. A tal proposito, secondo quanto riportato da Bloomberg, l’azienda avrebbe già avviato contatti con candidati esterni. Ciò per valutare un possibile nuovo leader della divisione.
Nel contesto attuale, l’intelligenza artificiale, sempre più centrale, potrebbe diventare la misura con cui si giudicherà la capacità di Apple di rinnovarsi. Sarà decisiva la prossima versione di Siri, attesa con iOS 26.4.











