Quando SpaceX parla di “nuova generazione”, di solito non si tratta solo di un aggiornamento tecnico, ma di un vero e proprio salto di scala. E anche stavolta Elon Musk sembra voler alzare l’asticella ancora una volta. Dopo l’undicesimo volo di prova di Starship, quello che ha fatto segnare un record su tutta la linea, l’azienda ha confermato che la versione “V3” è ormai più che un’idea: è in costruzione, e promette di essere il passo decisivo verso i voli orbitali completi. Se i tempi verranno rispettati, potremmo vederla in azione già nel 2026.
SpaceX lancia l’era Starship V3: razzo più potente e pronto per rifornimenti orbitali
Il test del 13 ottobre 2025, partito da Starbase in Texas, ha rappresentato una sorta di “maturità” per la V2. Per la prima volta, tutto è filato liscio: il gigantesco razzo da 124 metri è salito, ha completato la missione suborbitale e poi, come nei sogni di Musk, è tornato a casa in un pezzo solo. Il booster Super Heavy e la navicella Ship sono rientrati con atterraggi perfetti, e la Ship ha persino acceso di nuovo i motori nello spazio per rilasciare otto carichi di prova. È stato il segnale che serviva per dire: ok, siamo pronti a salire di livello.
E così SpaceX chiude il capitolo V2 e apre quello della V3. Il nuovo modello sarà un po’ più alto, un po’ più massiccio e, soprattutto, molto più potente. I motori Raptor 3 promettono prestazioni ancora più spinte, con una maggiore efficienza e un controllo più fine durante il rientro. Il Super Heavy continuerà a montarne 33, mentre la Ship ne avrà sei, ma ciò che cambia davvero è il modo in cui il razzo gestirà carburante, calore e manovre.
Tra le modifiche più curiose ci sono le nuove griglie di manovra: tre, non più quattro, ma più grandi e robuste. Serviranno per quella che Musk chiama “la prova delle chopsticks”: catturare il razzo in volo, con due enormi braccia robotiche, mentre rientra sulla torre di lancio. Una manovra al limite della fantascienza, ma perfettamente in linea con lo stile SpaceX.
La V3, però, guarda già oltre la Terra. Sarà la prima Starship capace di rifornirsi in orbita, un passaggio indispensabile per raggiungere Luna e Marte. E se tutto va come previsto, il 2026 potrebbe essere l’anno in cui l’uomo farà davvero un passo concreto verso i viaggi interplanetari. Perché con SpaceX non è mai solo una questione di razzi: è la costruzione, pezzo dopo pezzo, del futuro.
