Google non intende rinunciare alla sua posizione di forza, nemmeno davanti alle restrizioni Antitrust imposte dai tribunali statunitensi. Dopo la recente decisione che ha stabilito come l’azienda abbia monopolizzato illegalmente il mercato dei motori di ricerca, la nuova sfida si gioca sull’AI. Secondo quanto riportato da Bloomberg, il gruppo di Mountain View sta cercando di evitare che i vincoli legali previsti per la sua attività principale vengano estesi anche ai servizi AI, in particolare alla piattaforma Gemini, cuore delle strategie digitali del colosso.
Google Gemini e Copilot: la corsa ai servizi AI e la sfida della concorrenza
Il punto più delicato riguarda la possibilità di continuare a preinstallare app come Gemini nei bundle di Android, insieme a YouTube, Maps e Chrome. Una pratica che, secondo il giudice Amit Mehta, aveva già contribuito in passato a consolidare il monopolio di Google nella ricerca online. L’azienda, però, difende con forza la propria posizione, sostenendo che il mercato dell’intelligenza artificiale è ancora troppo giovane per essere regolato come quello della ricerca.
La linea difensiva di Google si fonda su un argomento chiave, quale la concorrenza nel campo dell’AI esiste eccome. Microsoft, con Copilot, ha già integrato la propria tecnologia in Windows, Office e 365, trasformandola in un assistente digitale onnipresente. Un precedente che, secondo Google, dimostra come anche altri colossi stiano legando i loro sistemi AI a software già diffusi. In più, Gemini è ancora lontano dall’essere un prodotto dominante. La maggior parte degli utenti continua ad associare l’IA generativa al nome ChatGPT di OpenAI, segno che il mercato resta aperto e competitivo.
Il tribunale, intanto, dovrà decidere come riequilibrare un ecosistema che negli ultimi vent’anni è stato fortemente influenzato da Google. Le soluzioni più probabili riguardano la condivisione dei dati di ricerca con i concorrenti o il divieto di accordi di distribuzione esclusiva, come quello miliardario che lega Google ad Apple per rendere il suo motore di ricerca predefinito su iPhone e Mac. Il risultato di questa battaglia non avrà impatto solo sull’azienda, ma sull’intero equilibrio del mercato digitale globale. Se Google riuscirà a mantenere l’AI fuori dalle regole Antitrust, potrebbe consolidare il suo vantaggio competitivo nel settore più promettente del prossimo decennio. In caso contrario, l’intelligenza artificiale potrebbe diventare il terreno su cui gli Stati Uniti modificheranno le regole della concorrenza tecnologica.
