Una manovra che ha gli occhi di molti può sembrare banale nel mondo dei doni volanti e ancora un Tabù decisamente difficile da abbattere, stiamo parlando dello scambio di oggetti e strumenti direttamente in volo da parte di due doni, questa pratica infatti è una tra le più difficili e complesse, ma a quanto pare grazie ad una recente ricerca portata avanti dalla università di Westlake potrebbe diventare ben presto fattibile e non troppo complessa.
La ricerca
Gli studi condotti dall’università hanno portato allo sviluppo di un sistema di collegamento tra duroni volanti definito come FlyingToolbox, quest’ultimo va a migliorare ed efficientare In modo davvero importante la cooperazione tra due doni in bolo, nello specifico va a risolvere un problema decisamente ostico da affrontare fino a questo momento che era rappresentato dalle turbolenze che il drone in volo superiore andava a provocare al drone posto inferiormente, per quest’ultimo infatti riuscire a mantenere un assetto di volo stabile e preciso era davvero complesso dal momento che i venti generati dal drone superiore risultavano ingestibili.
L’università è riuscita a sviluppare un modello potenziato dall’intelligenza artificiale che tramite dei sensori, degli occhi elettronici e appunto un algoritmo di intelligenza artificiale, riesce ad elaborare in tempo reale le perturbazioni che arrivano dal drone superiore in modo da poterle compensare per poi calibrare il volo del drone, a collaborare in questo meccanismo, poi sono presenti una serie di attacchi magnetici che consentono al drone superiore di agganciarsi al drone inferiore con una precisione inferiore al centimetro in termini di allineamento.
La società ha spiegato tutto questo descrivendo la manovra con una metafora, i due droni infatti sono nello specifico come il chirurgo e l’infermiere che si passano la strumentazione a vicenda, l’attacco magnetico consente poi di superare i margini di tolleranza andandoli di fatto a compensare con le forze magnetiche.
Al momento il test condotti hanno mostrato dei risultati davvero incredibili, 20 attracchi sono riusciti con successo, questi ultimi però, sono stati condotti solamente in ambienti al chiuso, ma l’università si sta preparando per effettuare dei test all’aperto, dove le variabili in gioco, ovviamente saranno molte di più.
