Nuovo colpo al settore automobilistico europeo. Stiamo parlando di Renault e Dacia che, in questi ultimi giorni, sono finite nel mirino degli hacker. L’attacco non ha colpito direttamente i server del gruppo. Al contrario, è stato rivolto ad un fornitore terzo nel Regno Unito. I criminali informatici sono riusciti a sottrarre dati personali di alcuni clienti inglesi, tra le informazioni rubate figurano nomi, indirizzi email, numeri di telefono e targhe dei veicoli. La notizia è stata confermata da Renault-UK, la quale ha avvisato gli utenti interessati tramite una comunicazione ufficiale.
Nel messaggio, l’azienda si è detta “profondamente dispiaciuta” per l’accaduto, precisando però che password e dati bancari non sono stati compromessi. Il gruppo ha sottolineato che l’attacco è stato contenuto e neutralizzato rapidamente. I clienti però sono comunque stati invitati alla prudenza. Si è infatti raccomandato di prestare attenzione a email o chiamate sospette, ricordando che le società coinvolte non chiedono mai credenziali o informazioni personali tramite canali non ufficiali.
Renault sotto pressione dopo Jaguar LandRover: cresce l’allarme cybersecurity nel settore auto
Il caso Renault arriva in un momento già delicato per l’industria automobilistica inglese. Solo pochi giorni fa, Jaguar-Land Rover ha dovuto sospendere la produzione per un mese a causa di un attacco informatico di natura diversa. Una situazione questa che aveva paralizzato le linee produttive. Ma soprattutto costretto il governo del Regno Unito a intervenire con 1,5 miliardi di sterline di aiuti per sostenere la filiera.
Secondo Lauren Wills-Dixon, esperta di privacy dello studio legale Gordons, l’incidente che ha coinvolto Renault rappresenta una delle minacce più concrete per le aziende. In quanto il rischio che i cybercriminali accedano ai dati personali di clienti e dipendenti attraverso vulnerabilità nei sistemi dei fornitori rappresentano un problema sempre più diffuso. Gli esperti sottolineano come gli hacker, oggi, colpiscano non solo per bloccare la produzione o chiedere riscatti, ma anche per trarre profitto dai dati rubati, spesso rivenduti sul mercato nero. Per questo, gli attacchi indiretti, quelli che sfruttano fornitori terzi, stanno diventando una delle principali preoccupazioni per il settore.
Intanto Renault ha ribadito di aver già rafforzato le misure di sicurezza informatica e di continuare a collaborare con le autorità britanniche per chiarire l’accaduto.
