Nuovi documenti entrano a far parte dell’IT -Wallet. Per chi non lo sapesse, si tratta del portafoglio digitale accessibile tramite l’app IO. Dopo mesi di attesa, il Garante della Privacy ha dato il via libera all’inclusione di titoli di studio e ISEE, l’Indicatore della Situazione Economica Equivalente. Si tratta di un passo importante per ampliare l’utilizzo del portafoglio digitale nazionale, già pensato come base per il futuro sistema europeo di identità digitale.
La novità è in fase sperimentale. In questa prima fase, i nuovi documenti saranno disponibili solo per un gruppo ristretto di persone, ma presto raggiungerà la piena distribuzione entro fine anno. Il Garante seguirà da vicino il processo, valutando gli effetti soprattutto in termini di protezione dei dati personali e diritti dei cittadini. Al termine della sperimentazione sarà richiesta una relazione dettagliata per decidere i prossimi sviluppi.
IT – Wallet: documenti digitali con valore legale e prospettive europee
L’integrazione di ISEE e titoli di studio segue la stessa logica dei documenti già presenti in IT -Wallet. L’attivazione è volontaria e avviene direttamente dall’app IO, accedendo con SPID o CIE. I dati vengono recuperati in tempo reale dai database ufficiali. Ad esempio, l’ISEE proviene direttamente dall’INPS, mentre i titoli di studio arrivano dal sistema nazionale dell’istruzione. Al momento, però, saranno disponibili solo i diplomi e le lauree emessi dal 2010 in avanti, poiché l’archivio dei documenti precedenti non è ancora completo.
Dal punto di vista legale, i documenti visualizzati nell’app hanno piena validità, almeno in Italia, grazie a un’infrastruttura sicura che sfrutta tecnologie sviluppate anche da Apple e Google. Questo li rende equivalenti agli originali fisici, con il vantaggio della comodità digitale. La grande assente rimane la carta d’identità, su cui si continua a lavorare, mentre a livello europeo il lancio di una soluzione unificata è previsto per il 2026. A quel punto i documenti digitali avranno validità in tutta l’Unione, semplificando ulteriormente i rapporti tra cittadini e pubblica amministrazione.
L’arrivo di ISEE e titoli di studio segna così un nuovo passo verso un ecosistema digitale integrato, che punta a ridurre la burocrazia e a migliorare l’accessibilità dei servizi. Resta da vedere come sarà accolto.
