La possibilità di usare Starlink come sistema di localizzazione alternativo al GPS sta per sparire. SpaceX ha informato via email i propri clienti che questa funzionalità, rimasta semi-nascosta per diverso tempo, verrà disabilitata il 20 maggio. Una notizia che ha fatto rumore soprattutto tra chi, in contesti particolari, aveva trovato nella costellazione di satelliti di Elon Musk un piano B affidabile rispetto alla navigazione satellitare tradizionale.
La funzione in questione si trova nella sezione Debug Data dell’app Starlink e consente alle antenne di condividere coordinate precise senza bisogno di autenticazione. In alcuni casi, gli utenti potevano persino decidere di affidarsi esclusivamente al posizionamento offerto da Starlink, bypassando del tutto il GPS tradizionale. Una scelta di nicchia, certo, ma che in determinate situazioni poteva fare la differenza.
Perché qualcuno dovrebbe cercare un’alternativa al GPS
Viene naturale chiedersi: che senso ha rinunciare al GPS, un sistema collaudato e diffuso ovunque? I motivi esistono, anche se riguardano scenari piuttosto estremi. Negli ultimi mesi i fenomeni di GPS jamming e spoofing sono aumentati in modo significativo in diverse aree del pianeta, causando problemi concreti a navi, voli commerciali e sistemi di navigazione civile. Il jamming funziona sovrastando il segnale GPS con interferenze radio più potenti, mentre lo spoofing invia segnali falsi per alterare la posizione rilevata dai dispositivi. In situazioni del genere, avere una soluzione di ripiego non è solo comodo: può diventare vitale.
Ed è proprio qui che Starlink rappresentava un’opzione interessante. La rete di satelliti in orbita bassa utilizza frequenze più elevate, trasmette con una potenza superiore e si appoggia a connessioni criptate difficili da falsificare. Le antenne Starlink comunicano direttamente con un satellite specifico tramite beamforming, il che rende molto più complicato simulare un segnale ingannevole. Tradotto in parole semplici: il sistema è decisamente più resistente sia allo spoofing che al jamming rispetto al GPS convenzionale.
I limiti del sistema e cosa succede adesso
Va detto, però, che la soluzione non era perfetta. La precisione offerta da Starlink risulta nettamente inferiore rispetto al GPS e ai sistemi analoghi: gli scarti possono essere di diversi metri, con tempi di elaborazione più lunghi. D’altra parte, i satelliti Starlink nascono per altri scopi e mancano di alcune componenti fondamentali per la navigazione, come ad esempio gli orologi atomici che invece equipaggiano i satelliti GPS.
Nonostante la chiusura di questa funzionalità integrata, il settore della navigazione satellitare alternativa non si ferma. Diversi laboratori universitari stanno già lavorando allo sviluppo di sistemi capaci di sfruttare i segnali di Starlink, OneWeb e altre costellazioni commerciali per ricavare dati di posizionamento indipendenti dal GPS. Il fatto che SpaceX abbia deciso di bloccare l’accesso alla funzione non cancella insomma l’interesse scientifico e tecnologico verso queste soluzioni. Semplicemente, chi fino a ieri poteva contare su Starlink come alternativa al GPS integrata nell’app dovrà cercare altrove, oppure attendere che la ricerca accademica porti a strumenti autonomi e accessibili.
