Negli USA, la corsa all’energia da fusione sta prendendo una direzione inaspettata. Al Los Alamos National Laboratory (LANL), nel New Mexico, un esperimento chiamato Plasma Liner Experiment (PLX) tenta di dimostrare che la fusione nucleare non deve necessariamente passare attraverso giganteschi laser o complessi magneti superconduttori. Qui, l’innovazione si misura in velocità e precisione: 36 cannoni al plasma sparano getti convergenti. Generando un guscio sferico che implode su sé stesso e comprime un bersaglio magnetizzato fino a condizioni estremamente calde e dense. Quello che differenzia il PLX dalle altre tecnologie non è solo la tecnica, ma la filosofia sottostante. Senza richiedere edifici interi di infrastrutture né costi proibitivi, il progetto punta a una fusione più accessibile, modulare e scalabile. Tale scelta non è soltanto scientifica: apre prospettive concrete per altre industrie. Dall’aerospazio alla difesa.
Energia da fusione: ecco le recenti innovazioni
Il LANL ha, inoltre, invitato aziende e partner industriali a partecipare attivamente. Fino al 4 ottobre 2025 sarà possibile presentare proposte di collaborazione, con selezione dei candidati prevista a novembre. La modularità del progetto consente esperimenti su scala ridotta, ma anche un possibile ampliamento verso applicazioni energetiche, con l’obiettivo a lungo termine di capire se il PLX possa contribuire a centrali di fusione più compatte e meno costose rispetto ai prototipi attuali.
Il contesto scientifico in cui si muove il PLX è tutt’altro che isolato. Los Alamos, insieme al Lawrence Livermore National Laboratory, ha già raggiunto risultati significativi. Tra cui l’ignizione di un plasma “autobruciante” con un rilascio di 2,4 megajoule, e lo sviluppo di tecniche per stabilizzare i reattori attraverso sistemi come il cosiddetto “tungsten shotgun”. Tali avanzamenti indicano come il laboratorio non stia semplicemente sperimentando, ma stia contribuendo a definire gli standard della fusione moderna.
Secondo il coordinatore del progetto, Feng Chu, il PLX rappresenta un passo trasformativo non solo per l’energia da fusione, ma anche per la sicurezza nazionale, grazie alla combinazione di innovazione, flessibilità e costi contenuti.
