Apple ha completato l’espansione mondiale del suo tool di migrazione per Apple Music. Rendendo così il passaggio da altri servizi di streaming più semplice che mai. L’opzione, che fino a pochi mesi fa era riservata a mercati selezionati come Australia, Nuova Zelanda e Stati Uniti, è ora disponibile nella maggior parte dei Paesi in cui il servizio è attivo. Restano escluse solo tre aree. Russia, Myanmar e Cina continentale. Lo strumento consente agli utenti di trasferire playlist, album e brani da piattaforme concorrenti come Spotify, YouTube Music, Deezer, Tidal e Amazon Music. Direttamente dentro l’app di Apple Music.
Apple Music tenta di attrarre nuovi utenti in un periodo di tensioni sul mercato musicale
Il sistema è integrato nelle impostazioni dell’app ed è sviluppato in collaborazione con SongShift. Una realtà ben nota per la gestione delle librerie musicali cross-platform. Tuttavia, il trasferimento è a senso unico. È possibile solo portare i contenuti verso Apple Music, non viceversa. Non tutti i dati sono compatibili. Le playlist automatiche, ad esempio, o i contenuti esclusivi di altri servizi non possono essere migrati. Quando Apple non riesce a trovare corrispondenze esatte, il tool propone alternative simili o segnala l’errore, lasciando all’utente la decisione finale.
La novità arriva in un momento strategico. Spotify, principale rivale, ha recentemente annunciato nuovi rincari per gli abbonamenti, alimentando un certo malcontento tra gli utenti. In parallelo, Apple offre un’alternativa più accessibile, puntando a facilitare il passaggio senza traumi. Grazie alla nuova funzione, chi ha costruito negli anni la propria libreria musicale su un altro servizio può evitare di ricominciare da zero. È un passo chiaro verso l’apertura, almeno apparente, di un mondo che da sempre si distingue per il suo carattere chiuso.
Tutti i contenuti restano comunque accessibili anche nei servizi originali. Apple Music non rimuove né altera nulla dalle piattaforme di partenza. L’operazione è quindi più una copia che una migrazione vera e propria. Ma il risultato è lo stesso per chi vuole cambiare. Il tempismo, unito alla facilità d’uso, potrebbe rendere questo strumento una leva efficace per spostare nuovi utenti verso l’app di Cupertino.
