Il telemarketing aggressivo potrebbe presto avere vita più difficile anche nel mondo delle telecomunicazioni. Fino a oggi, una norma a tutela dei consumatori rendeva nulli i contratti di luce e gas sottoscritti attraverso le dinamiche tipiche delle chiamate commerciali selvagge. Ora, grazie ad alcuni emendamenti presentati al Decreto Fiscale, si punta a estendere lo stesso tipo di protezione anche al settore delle telco. Un passo che, se andrà in porto, sarà sostenuto anche dalle associazioni di categoria.
Pietro Labriola, presidente di Asstel (nonché CEO di TIM), ha accolto con favore le proposte portate in aula nei giorni scorsi da Fausto Orsomarso di Fratelli d’Italia, Giorgio Maria Bergesio della Lega e Cristina Tajani del Partito Democratico. Il punto sollevato da Labriola riguarda una asimmetria normativa tra comparti che, nella pratica, sono sempre più integrati. Ed è vero: il mondo delle telecomunicazioni e quello dell’energia oggi si intersecano e a volte si sovrappongono del tutto. Capita sempre più spesso che un operatore che offre connettività fissa e mobile proponga anche opzioni per accorpare la fornitura elettrica e quella del gas. Avere regole diverse per settori che ormai camminano insieme non ha molto senso.
Secondo quanto dichiarato, si tratta di una misura importante di tutela dei consumatori, capace di rafforzare la trasparenza del mercato e di contrastare pratiche commerciali aggressive e poco corrette. L’obiettivo è anche aumentare la fiducia degli utenti verso gli operatori e i canali di vendita autorizzati.
Una piaga che dura da troppo tempo
Quella del telemarketing aggressivo è una piaga che il nostro Paese si porta dietro da troppo tempo. Gli strumenti messi in campo finora per arginare il fenomeno si sono rivelati poco efficaci. Il Registro Pubblico delle Opposizioni, per esempio, può fare ben poco contro i call center che non operano nella legalità. Di recente, l’Autorità (AGCOM) ha previsto l’adozione di numeri a tre cifre per identificare in modo chiaro e trasparente chi può chiamare e chi, invece, potrebbe essere il promotore di una truffa. Bisognerà vedere quale impatto avrà nella realtà quotidiana.
La questione è ora sui banchi della Commissione Finanze e Tesoro del Senato. Le previsioni indicano che l’iter possa procedere all’approvazione senza incontrare grandi ostacoli, con la votazione attesa a breve.
Nuove regole sì, ma basteranno davvero?
Una volta approvate, le norme dovranno essere calate nel contesto reale e lì dimostrare di essere davvero capaci di fermare, o quantomeno frenare, un fenomeno fastidioso come quello del telemarketing aggressivo, che di fatto colpisce un po’ tutti. Non è affatto scontato che basti introdurre nuove regole o reputare nullo un contratto sottoscritto con modalità non conformi. Il problema vero sta a monte: impedire che il cliente venga contattato in modo illecito, e non solo tutelarlo dopo che è già stato vittima di una pratica commerciale scorretta. Prevenire, insomma, sarebbe molto meglio che curare.
