Sam Altman, di OpenAI, ha spiegato che la priorità assoluta resta la sicurezza dei giovani, anche a costo di sacrificare libertà e privacy nell’uso di ChatGPT. La decisione arriva in un momento delicato, con il Congresso americano che indaga sui rischi dei chatbot. Alcune famiglie hanno persino intentato cause legali dopo tragedie legate all’uso dell’AI. OpenAI, dopo diversi fatti accaduti, ha scelto una linea durissima per ChatGPT e per avviare una sorta di processi di prevenzione. Conversazioni a sfondo sessuale con minorenni saranno bloccate senza eccezioni. Di fronte a pensieri di suicidio, la chat non offrirà più soltanto ascolto, ma potrà segnalare i casi gravi ai genitori o, come ultima risorsa, alle autorità locali. Qualcosa che sicuramente può aiutare dato lo smodato uso dell’IA ma che dovrebbe essere affiancato da un supporto psicologico e maggior “controllo”. Di certo non si può dare semplicemente la colpa ad un chatbot che risponde agli input inviati, tutto fa arte di qualcosa di più grande e complicato.
Blackout hours e controllo familiare
Tra le novità c’è la funzione delle “blackout hours”. Genitori potranno stabilire orari in cui l’app diventa irraggiungibile per gli under 18. Una misura mai sperimentata prima, pensata per arginare l’uso notturno. OpenAI ha riconosciuto l’impossibilità tecnica di verificare sempre con certezza l’età reale di chi scrive. Nei casi dubbi verrà applicata la regola più restrittiva. La compagnia ha sottolineato che il modo più sicuro resta collegare l’account del figlio a quello di un genitore. Così sarà garantita la classificazione corretta come minorenne e la possibilità di ricevere avvisi immediati in caso di segnali preoccupanti.
Pressione politica e ombre giudiziarie su ChatGPT e AI
La stretta è stata annunciata nello stesso giorno in cui al Senato degli Stati Uniti si è aperta l’udienza intitolata “Examining the Harm of AI Chatbots”. Tra i testimoni previsti, il padre di Adam Raine, il ragazzo che si è tolto la vita dopo mesi di dialoghi con ChatGPT. La causa intentata dai genitori grava come un macigno sull’immagine di OpenAI. Anche Character.AI si trova coinvolta in un contenzioso simile. A rendere tutto più incandescente, un’inchiesta Reuters aveva rivelato documenti interni in cui venivano incoraggiate interazioni sessuali con utenti minorenni. La rivelazione aveva già spinto Meta a cambiare rotta con i propri chatbot. Altman ha dichiarato che la stretta potrà apparire scomoda per alcuni adulti, ma che la tutela dei minori resterà sempre al centro.
