Al Centro Europeo per l’Hyperloop, nei Paesi Bassi, si è vissuto un momento che potrebbe segnare un prima e un dopo nella storia della mobilità. La startup olandese Hardt Hyperloop è riuscita a portare la propria capsula a una velocità di 85 chilometri orari, ma la vera sorpresa non è stata solo il numero registrato dai sensori. Durante la corsa, infatti, il veicolo ha cambiato corsia senza esitazioni, un passaggio che finora aveva rappresentato uno dei nodi più complessi per chi lavora a questa tecnologia.
Hyperloop, da laboratorio a prova concreta su tracciato europeo
Il test si è svolto a Veendam, su un tracciato lungo poco più di quattrocento metri. In pochi secondi la capsula ha mostrato come potrebbe apparire un viaggio in hyperloop: l’accelerazione rapida, la deviazione fluida e infine l’arresto dolce, senza scossoni. Ciò che rende significativo questo risultato è l’assenza di meccanismi mobili nel sistema di deviazione, un dettaglio che si traduce in maggiore sicurezza e in un’infrastruttura più affidabile, capace di sostenere un traffico reale.
Per Hardt questo passo è il frutto di anni di lavoro e di centinaia di prove condotte nello stesso centro. Ogni test ha portato piccoli ma fondamentali miglioramenti: una capsula più leggera, un sistema di spinta più potente, una migliore integrazione tra la guida magnetica e la propulsione. Il traguardo finale rimane fissato a 700 chilometri orari, una velocità che renderebbe l’hyperloop un vero concorrente non solo dei treni ad alta velocità ma anche dei collegamenti aerei a corto raggio.
Guardando al futuro, l’azienda prepara ora un tracciato dimostrativo più esteso, lungo alcuni chilometri, pensato per dare continuità alle sperimentazioni. L’obiettivo successivo sarà una linea operativa fino a cinquanta chilometri, una scala che permetterebbe di testare la tecnologia in condizioni vicine alla realtà quotidiana. Nel frattempo, altri Paesi seguono con attenzione. In Italia è già stata approvata una tratta sperimentale tra Venezia e Padova, in Germania il progetto è entrato nell’accordo di governo, mentre in India si valutano percorsi simili. Anche la Cina guarda lontano, con l’ambizione dichiarata di collegare Shanghai e Guangzhou con un hyperloop entro il 2035. È un mosaico di iniziative che dimostra come l’idea, un tempo confinata alla fantascienza, stia prendendo forma concreta.
