Con l’arrivo di iPhone 17 e iPhone Air, Apple ha confermato una scelta che farà discutere: i due modelli restano limitati allo standard USB 2, con una velocità massima di trasferimento di 480 Mbps. In altre parole, parliamo di 0,48 Gbps, un valore che è oltre venti volte più lento rispetto ai 10 Gbps garantiti dagli iPhone 17 Pro e Pro Max con supporto a USB 3.
Questa differenza non è un dettaglio per chi lavora spesso con file di grandi dimensioni. Trasferire un video ProRes o un progetto di montaggio direttamente dal telefono al computer può diventare un’operazione piuttosto lunga se si utilizza un modello non-Pro. Non si tratta di un cambiamento rispetto al passato: anche iPhone 16 e 16 Plus avevano lo stesso limite, ma ci si aspettava un aggiornamento nel 2025.
Una scelta che penalizza soprattutto iPhone Air
Se per iPhone 17 Apple può giustificare la differenziazione spingendo l’utente verso la gamma Pro, il discorso è diverso per l’Air. Questo modello nasce come alternativa elegante e più sottile, ma priva di un corrispettivo “Air Pro”. Chi lo sceglie per il design minimalista non ha la possibilità di optare per un connettore più veloce nemmeno spendendo di più.
L’impressione è che si tratti di una decisione deliberata per mantenere una chiara distinzione tra le famiglie di prodotto. Tuttavia, considerando che i prezzi partono da 1.239 euro per l’Air e da 979 euro per iPhone 17, molti avrebbero gradito almeno il passaggio a USB 3, che non rappresenta più una tecnologia costosa o d’élite.
Un’occasione mancata
Nel 2025 la velocità di trasferimento è ormai un elemento fondamentale per sfruttare appieno le potenzialità di uno smartphone premium. I concorrenti Android hanno adottato standard ben più rapidi anche su modelli di fascia media, offrendo un’esperienza più moderna per il backup o il trasferimento di contenuti multimediali. Apple ha preferito concentrare le novità su fotocamere, display e processore, lasciando invariata una porta che oggi appare più un limite che un vantaggio.
Chi possiede un iPhone 17 o un Air dovrà quindi rassegnarsi a tempi più lunghi per i trasferimenti cablati, o in alternativa puntare su AirDrop e sul cloud per aggirare la questione.
