Con il Pixel 10 Pro XL, Google ha rivisto il proprio approccio alla progettazione, puntando finalmente sulla riparabilità. Se il Pixel 9 Pro XL era stato criticato per l’accesso complicato ai componenti interni, il nuovo modello mostra un’attenzione molto maggiore alla facilità di intervento. A livello estetico le differenze sono minime, ma il teardown di JerryRigEverything ha messo in evidenza un’evoluzione sostanziale nella disposizione dei componenti e nella gestione delle riparazioni più comuni.
Display e batteria: riparazioni semplificate
La sostituzione del display era già un punto di forza della generazione precedente, grazie al fatto che l’operazione si può fare senza smontare l’intero telefono. Anche quest’anno il processo rimane rapido: bastano pochi minuti e un minimo di manualità per installare un nuovo pannello. La vera novità riguarda però la batteria, uno degli elementi più soggetti a usura. Sul Pixel 9 Pro XL l’adesivo era così resistente da rendere l’operazione laboriosa, con linguette poco efficaci e rischio di danneggiare il componente.
Sul Pixel 10 Pro XL la situazione è stata risolta: le linguette di estrazione sono più grandi e funzionali, permettendo di rimuovere la batteria con un’operazione semplice e controllata. Basta rimuovere il pannello posteriore, svitare qualche vite e scollegare i connettori per avere accesso diretto al componente. Questo approccio rende il telefono molto più amico del diritto alla riparazione, un aspetto sempre più importante per i consumatori attenti alla sostenibilità.
Un riferimento per il 2025
Secondo JerryRigEverything, il Pixel 10 Pro XL è probabilmente uno degli smartphone più riparabili dell’anno, almeno per quanto riguarda i componenti soggetti a sostituzione come display e batteria. Non è un traguardo banale: molti flagship del 2025 restano difficili da aprire e riparare, scoraggiando interventi fai-da-te e costringendo a costose spedizioni in assistenza. Con questa mossa, Google si allinea alle richieste del mercato e offre un prodotto che unisce prestazioni di fascia alta e un approccio più sostenibile.
