La Lotus Emira non si arrenderà al tempo delle normative ora richieste. Dal 2027 arriverà una versione ibrida plug-in, con tecnologia definita Hyper Hybrid. La stessa sarà introdotta prima su un SUV, probabilmente la Lotus Eletre, per poi passare sulla coupé. L’attuale motore quattro cilindri AMG, invece, verrà abbandonato: l’EU7 ne decreta la fine. La variante V6 Toyota non potrà essere aggiornata, costringendo a un restyling mirato alla sopravvivenza. Una mossa dettata non solo dalle emissioni, ma anche dalle difficoltà industriali. Non è un caso che la produzione continui nello storico stabilimento di Hethel, nonostante i tagli del 40% al personale nel Regno Unito.
Il primo semestre del 2025 ha portato infatti parecchi dolori. Per Lotus ci sono state perdite nette per 313 milioni di dollari, con consegne globali dimezzate. L’Emira ha registrato un crollo del 64%, con appena 891 unità vendute. La causa è stata l’interruzione delle esportazioni negli Stati Uniti, piegate da dazi del 27,5%. Un colpo durissimo per quello che era il mercato chiave. Solo a luglio le spedizioni sono ripartite, dopo la riduzione al 15%. Nel frattempo, in Cina, si intravede una boccata d’aria: le vendite delle Eletre e Emeya aggiornate hanno mostrato segnali di crescita. Il futuro sembra passare sempre più dal rapporto stretto tra Lotus Technology in Cina e Lotus Cars nel Regno Unito.
Il richiamo della tradizione ibrida per i modelli Lotus
Già con l’Evora 414E, Lotus aveva tentato una strada simile. Quel prototipo montava un tre cilindri 1.2, un motore elettrico e una batteria da 17 kWh. L’autonomia elettrica raggiungeva i 56 km, ma il progetto restò nel cassetto. Ora la Hyper Hybrid promette un approccio più maturo, pronto a unire prestazioni e sostenibilità. È davvero l’unica via per mantenere viva la sportiva di Hethel? O sarà soltanto un passaggio verso un futuro incerto, dopo il rinvio della sostituta elettrica? L’amministratore delegato Feng Qingfeng ha ribadito che la tecnologia sarà al centro della rinascita. Il destino della Emira sembra così intrecciarsi con le sorti di un marchio che lotta contro il tempo, tra la nostalgia di un V6 Toyota e la promessa di un futuro ibrido.
