Google ha iniziato ad introdurre una novità importante all’interno di Gemini. Si tratta delle cosiddette “chat temporanee”, uno strumento pensato per chi desidera interagire con l’assistente AI senza lasciare traccia della propria attività. L’idea alla base è dare più libertà e riservatezza, lasciando all’utente la possibilità di scegliere quando e come le proprie parole debbano restare “disponibili”. L’accesso a tale modalità non richiede passaggi complicati: basta aprire il menù laterale e individuare il nuovo simbolo circolare. Si tratta di una bolla di testo con linee tratteggiate che si trova accanto al pulsante tradizionale di “Nuova chat”. Selezionandolo, si apre una conversazione che non verrà inserita nell’elenco delle chat recenti né registrata nell’attività dell’account Gemini.
Nuova funzione per le chat temporanee su Gemini
C’è un aspetto importante che distingue tali chat da quelle ordinarie. I contenuti non vengono impiegati per addestrare i modelli né per raffinare le interazioni successive. In pratica, ogni scambio resta circoscritto al momento in cui avviene. L’unica eccezione è un breve periodo di conservazione tecnica, limitato a settantadue ore. Un tempo utile a garantire il corretto funzionamento del sistema e la sicurezza degli utenti. Trascorso quel tempo, tutto viene cancellato in maniera definitiva.
Per mantenere tale promessa di riservatezza, alcune funzioni di Gemini non risultano accessibili nelle sessioni temporanee. Ad esempio, non è possibile richiamare i “Gems”. Ovvero le estensioni che collegano l’assistente a servizi esterni. E non si possono utilizzare applicazioni che necessitano della cronologia attiva. Allo stesso modo, non vengono fornite risposte personalizzate basate sulle interazioni passate. Né si possono salvare note per future personalizzazioni. Anche la possibilità di inviare feedback alle risposte è disattivata.
La distribuzione della funzione è in corso e riguarda per ora gli account personali. Restano, invece, esclusi, almeno per il momento, gli account aziendali e scolastici. Quest’ultimi, infatti, non hanno ancora accesso a tale modalità. Con tale novità, Google offre agli utenti un nuovo modo di rapportarsi alla propria intelligenza artificiale.
