I rapporti tra Europa e Stati Uniti, quando si parla di commercio, sono sempre stati una specie di altalena: un momento di apertura, quello dopo di tensione e tariffe che vanno su e giù come pedaggi improvvisi. Stavolta però, a Bruxelles sembra esserci aria di tregua. La Commissione europea ha infatti messo nero su bianco una proposta che, se approvata, azzererà i dazi sui beni industriali americani. Un passo che segue l’intesa raggiunta con Washington e che vuole dare un segnale chiaro: dopo anni di botta e risposta, c’è la volontà di aprire un capitolo più disteso.
UE e USA: proposta europea azzera i dazi industriali americani
Non è solo un dettaglio burocratico, ma un cambiamento che tocca settori cruciali come la meccanica, la chimica e la plastica. E soprattutto l’automotive, che da sempre è al centro delle battaglie tariffarie tra le due sponde dell’Atlantico. Dal primo agosto, infatti, le auto europee che arrivano negli Stati Uniti hanno visto calare le tariffe doganali dal 27,5% al 15%. Una riduzione che si riflette anche sui componenti destinati all’assemblaggio, con un risparmio stimato in oltre 500 milioni di euro per le industrie europee. Non bruscolini, soprattutto in un mercato che negli ultimi anni ha dovuto affrontare crisi globali, penuria di chip e cambiamenti radicali nelle politiche ambientali.
Ma attenzione: non è un “regalo” senza condizioni. L’accordo è stato costruito come un equilibrio delicato, con una clausola che permette all’UE di sospendere i benefici se gli Stati Uniti dovessero tirarsi indietro o se le importazioni rischiassero di soffocare la produzione interna. Una sorta di paracadute che tiene conto delle diffidenze maturate in passato, quando le relazioni commerciali transatlantiche si erano incrinate bruscamente durante la presidenza Trump.
Il pacchetto complessivo, però, non è indolore per i conti pubblici europei. Solo nel 2024 le mancate entrate doganali hanno superato i 4,6 miliardi di euro, con un effetto netto stimato intorno ai 3,4 miliardi. Numeri pesanti, che però Bruxelles considera un investimento: meno entrate oggi, in cambio di più competitività e più stabilità domani.
Per l’automotive, in particolare, la riduzione dei dazi negli Stati Uniti è arrivata come una boccata d’ossigeno. Il settore resta fragile, tra transizione elettrica e mercati instabili, ma il mezzo miliardo risparmiato in un solo mese racconta già molto. Non sarà la soluzione a tutti i problemi, certo, ma può segnare l’inizio di una fase nuova, in cui l’Europa smette di giocare in difesa e torna a trattare da pari a pari.
