Il piano di Donald Trump per reintrodurre o rafforzare i dazi sulle auto straniere – soprattutto se provenienti da Paesi europei o dalla Cina – non è stato ancora ufficializzato, ma il clima tra le case automobilistiche è già teso. Le tariffe in vigore, imposte durante il primo mandato, restano per ora invariate, ma l’industria è ben consapevole che, in caso di rielezione, potrebbero tornare a mettere i bastoni tra le ruote.
Trump ha già fatto sapere che è pronto ad applicare tariffe fino al 100% su veicoli importati dalla Cina. Tuttavia, ricordiamo che la sua visione protezionista potrebbe estendersi anche all’Europa. Il timore principale riguarda il comparto dei veicoli elettrici, settore in cui la Cina sta crescendo rapidamente, minacciando di scontrarsi con il mercato nordamericano grazie a modelli low cost.
Cina vs Stati Uniti ed Europa in allerta, Trump continua a creare tensioni tra le aziende automobilistiche
La Commissione europea sta valutando quali misure adottare per difendere la propria produzione. Nel frattempo, i grandi gruppi automobilistici tedeschi si stanno già muovendo per ottenere un compromesso. BMW, Mercedes e Volkswagen temono di perdere quote di mercato preziose se le tensioni commerciali dovessero degenerare. In questo quadro, le tariffe attuali agiscono come un freno, ma anche come una leva per le negoziazioni. Washington punta a ottenere concessioni su investimenti e localizzazione degli impianti, mentre Pechino e Bruxelles cercano di evitare una guerra commerciale che danneggerebbe entrambi i fronti.
Cosa aspettarsi nei prossimi mesi in questa lotta ai dazi
Nonostante il congelamento momentaneo delle tariffe, gli operatori del settore restano in allerta. Molti stanno rivedendo le catene di approvvigionamento per ridurre la dipendenza da mercati esteri e anticipare possibili barriere future. I consumatori, intanto, potrebbero subire aumenti indiretti. Se le case automobilistiche dovranno compensare dazi più alti, i costi di produzione e logistica rischiano di riflettersi anche sui prezzi di listino. Questa partita dei dazi potrebbe diventare il terreno di scontro decisivo tra le grandi potenze economiche.
