Ogni tanto capita di dimenticarselo, ma sopra le nostre teste – molto sopra, in realtà – si muovono cose che sembrano uscite da un film di fantascienza. Una di queste è lo X-37B, uno spazioplano senza pilota, piccolo e silenzioso, che entra ed esce dall’orbita come se fosse la cosa più normale del mondo. Peccato che di normale, in questa storia, ci sia ben poco. Anzi, è tutto avvolto da un’aura così densa di mistero che anche gli addetti ai lavori fanno fatica a districarsi tra mezze frasi, comunicati generici e silenzi lunghissimi.
Tecnologie invisibili e orbite segrete: il ritorno dello X-37B
Lo gestisce la US Space Force, lo costruisce Boeing, e da poco ha ricevuto una pioggia di finanziamenti: un miliardo di dollari. Non proprio bruscolini. Il tutto inserito in una legge americana dal nome altisonante, che pare uscito da un copione hollywoodiano: One, Big Beautiful Bill Act. L’uso che si farà di questi fondi, però, resta blindato. Niente dettagli, niente programmi ufficiali, solo vaghe indicazioni su test tecnologici, sperimentazioni e operazioni orbitanti.
Ed è proprio questo che lo rende così affascinante. Non è solo un velivolo che fa avanti e indietro dalla Terra: è una specie di laboratorio volante, una piattaforma che vola per centinaia di giorni portandosi dietro esperimenti segreti, tecnologie ancora da brevettare e – almeno a quanto si vocifera – una buona dose di sorveglianza discreta.
L’ultima missione, la OTV-7, si è conclusa lo scorso marzo dopo 434 giorni in orbita. Era partita nel dicembre 2023 con un Falcon Heavy – un razzo che già di per sé sa farsi notare – e aveva seguito un’orbita insolitamente alta ed ellittica. Tra le manovre più interessanti, ha effettuato un aerofrenaggio, una tecnica che sfrutta l’atmosfera per rallentare senza consumare troppo carburante. Roba da fantascienza, ma reale.
Nel corso degli anni, lo X-37B ha battuto record su record: missioni sempre più lunghe, atterraggi sempre più precisi, evoluzioni tecnologiche notevoli. Ma il dettaglio più intrigante è che nessuno sa veramente cosa faccia lassù. E forse è proprio questo il punto: quando il silenzio dice più di mille briefing, è lì che nascono le storie più affascinanti.
