Lo scontro tra Epic Games e Apple, iniziato da anni, continua a far parlare di sé. A tal proposito, Epic ha portato in tribunale una dichiarazione firmata da Y Combinator. Si tratta di un intervento non da poco, pensato per rafforzare la posizione della società creatrice di Fortnite nel lungo contenzioso sull’App Store. La replica di Apple non si è fatta attendere. Pochi giorni dopo, l’azienda di Cupertino ha depositato alla Corte d’Appello del Nono Circuito un documento di 42 pagine. Con tale mossa, ha chiesto non soltanto di respingere le accuse, ma anche di annullare la decisione emessa in aprile dalla giudice Yvonne Gonzalez Rogers. Quella sentenza aveva stabilito che Apple aveva violato un’ingiunzione volta a frenare pratiche considerate anticoncorrenziali nella gestione delle app.
Apple contrasta la recente sentenza a favore di Epic Games
Nel testo presentato, Cupertino ha adottato toni durissimi. L’ingiunzione è stata descritta come “indifendibile” ed “eccessiva”. Secondo l’azienda, il tribunale avrebbe imposto vincoli tali da ledere perfino principi costituzionali. Introducendo regole che non troverebbero giustificazione giuridica o economica. Tra i punti più contestati c’è la disposizione nota come “regola a commissione zero”, che riguarda gli acquisti effettuati al di fuori dell’App Store. Apple la considera una misura estrema, perché la priverebbe di un compenso per l’utilizzo delle proprie infrastrutture e delle tecnologie sviluppate.
Per rafforzare le proprie argomentazioni, Apple ha richiamato oltre quaranta sentenze precedenti. Ha anche segnalato il contrasto con un’altra decisione californiana, quella del caso Beverage v. Apple, Inc., che a suo avviso va in direzione opposta rispetto alle conclusioni della giudice Rogers. Non è mancato, inoltre, il riferimento a una pronuncia della Corte Suprema, Trump v. CASA, che limita l’estensione delle ingiunzioni universali da parte dei tribunali federali. Elemento che per Apple rende ancora più fragile la legittimità del provvedimento ricevuto. Il documento si chiude con richieste precise: annullare la sentenza per oltraggio e rigettare il ricorso di Epic. Inoltre, Apple sollecita l’eliminazione totale dell’ingiunzione e il trasferimento del procedimento a un altro giudice distrettuale.
