Il Digital Markets Act sta per cambiare concretamente il modo in cui si usano iOS e Android, e le novità più importanti sono praticamente dietro l’angolo. Parliamo di interoperabilità tra dispositivi e portabilità dei dati, due temi che fino a poco tempo fa sembravano più teorici che altro, ma che ora stanno diventando realtà grazie alle imposizioni della Commissione Europea. I tempi? Per alcune cose è questione di giorni, per altre bisognerà aspettare ancora un po’.
Trasferire i dati tra iOS e Android diventa finalmente semplice
Chiunque abbia provato almeno una volta a passare da un iPhone a uno smartphone Android, o viceversa, sa bene quanto può essere frustrante l’operazione. Perdere contatti, foto, messaggi o anche solo le impostazioni del telefono è un rischio concreto che spesso convince le persone a restare nel proprio ecosistema, anche quando avrebbero tutte le ragioni per cambiare. Ecco, il DMA punta a eliminare proprio questo ostacolo.
Apple e Google hanno lavorato a una soluzione che permetterà di spostare tutti i dati da un dispositivo all’altro in modalità wireless, con un processo pensato per essere accessibile anche a chi non ha particolare dimestichezza con la tecnologia. Apple ha già reso disponibile agli sviluppatori la documentazione in versione beta, attraverso uno strumento chiamato AppMigrationKit. Un segnale chiaro che il processo è in fase avanzata.
C’è poi un altro aspetto che vale la pena sottolineare: il trasferimento della eSIM tra smartphone con sistemi operativi diversi. Deutsche Telekom è stato il primo operatore telefonico in Europa ad adeguarsi al DMA su questo fronte, aprendo di fatto la strada a un cambio di telefono davvero completo, senza dover passare per il negozio dell’operatore o affrontare procedure macchinose.
Portabilità dei dati del browser: una lacuna che sta per essere colmata
Chi naviga su internet salva una quantità enorme di informazioni nel proprio browser: segnalibri, cronologia, password, dati delle carte di credito. Su desktop, cambiare browser e portarsi dietro tutto questo è ormai banale grazie agli strumenti di importazione. Su mobile, invece, la situazione è sempre stata diversa. Trasferire i dati da un browser a un altro sullo smartphone, fino ad oggi, non era possibile.
Apple ha sviluppato una soluzione basata su un’API bidirezionale che consente di importare ed esportare i dati da un browser all’altro. Il trasferimento viene avviato dal browser ricevente e avviene direttamente da app ad app, senza passare per il cloud. Chrome e Vivaldi hanno già adottato questa soluzione e consentono di importare i dati da Safari. Un passo avanti notevole, che rende finalmente la portabilità dei dati del browser una cosa concreta anche su smartphone.
Interoperabilità dei dispositivi connessi: cosa cambia dal 1° giugno 2026
Dispositivi come Apple Watch o AirPods hanno sempre goduto di un accesso privilegiato alle funzionalità di iOS, creando una situazione in cui i produttori di terze parti non potevano competere alla pari. Il DMA impone ad Apple di rilasciare soluzioni di interoperabilità per alcune funzionalità chiave di iOS, in modo da consentire agli sviluppatori e ai produttori di dispositivi connessi di offrire agli utenti europei la stessa esperienza disponibile con i prodotti Apple.
Dal 1° giugno 2026, chi possiede un iPhone potrà sfruttare una serie di nuove possibilità legate all’uso di dispositivi di terze parti, con un livello di integrazione che finora era riservato esclusivamente all’ecosistema Apple. Va detto che Apple aveva già rilasciato alcune soluzioni di interoperabilità in precedenza, ma ora il quadro si amplia in modo significativo.
Sul fronte Android, Google è tenuta ad attuare misure per garantire che i servizi di intelligenza artificiale di terze parti abbiano accesso alle stesse funzionalità disponibili per Gemini. Gli sviluppatori hanno avuto tempo fino al 13 maggio per esprimere il proprio parere sulla questione.
