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Apple punta alla fornitura di chip TSMC per i suoi prossimi iPhone 18
Il prezzo di ogni wafer, circa 30.000 dollari, racconta bene la complessità della sfida. Non tutti i clienti potranno permettersi un ingresso immediato nella nuova generazione di litografia. Apple e Qualcomm guideranno la transizione. Mentre altre realtà come AMD, MediaTek e Broadcom restano in attesa di accedere a una capacità produttiva che si preannuncia già satura.
Dietro ai numeri, si muove una macchina industriale di proporzioni impressionanti. L’obiettivo è raggiungere, entro fine 2025, una produzione mensile tra i 45.000 e i 50.000 wafer. Una soglia che dovrebbe raddoppiare e poi quadruplicare in pochi anni. Parte di tale sforzo si giocherà fuori da Taiwan, con il nuovo stabilimento in Arizona che rafforzerà la presenza negli Stati Uniti e che riflette la pressione geopolitica crescente sul mercato dei chip.
Resta un interrogativo cruciale: fino a che punto il mercato consumer sarà disposto ad assorbire i costi di tale corsa all’innovazione? L’aumento dei prezzi dei componenti potrebbe inevitabilmente tradursi in dispositivi più cari, con effetti ancora imprevedibili sulla domanda. Non resta che attendere e scoprire come evolverà tale nuovo scenario tecnologico per TSMC e per Apple che si prepara ai suoi nuovi iPhone 18.









