TSMC si prepara a una delle transizioni più importanti della sua storia. Il gigante taiwanese dei semiconduttori inizierà la produzione di massa dei chip a 2 nanometri già nel quarto trimestre del 2025, aprendo la strada a una nuova generazione di dispositivi ancora più potenti ed efficienti. Come spesso accaduto in passato, Apple si muove in anticipo e conquista la pole position: secondo DigiTimes, l’azienda di Cupertino si è già assicurata quasi la metà della capacità produttiva iniziale, destinata principalmente ai futuri processori A20 e A20 Pro che equipaggeranno la serie iPhone 18.
Apple consolida così il suo ruolo di partner prioritario di TSMC, con l’obiettivo di garantire ai prossimi iPhone un vantaggio competitivo in termini di prestazioni ed efficienza energetica. Qualcomm seguirà a ruota, mentre altri colossi come AMD, MediaTek e Broadcom dovranno attendere.
TSMC: obiettivi di produzione e costi dei wafer a 2nm
TSMC punta a produrre 45.000-50.000 wafer al mese entro la fine del 2025, con l’obiettivo di arrivare a 100.000 unità mensili nel 2026 e raggiungere quota 200.000 wafer entro il 2028. Un traguardo possibile anche grazie al nuovo impianto in costruzione in Arizona, operativo nei prossimi anni.
Il prezzo, però, segna un salto notevole: ogni singolo wafer da 2nm costerà circa 30.000 dollari. Una cifra che conferma il livello di complessità tecnologica ma che solleva anche preoccupazioni per i possibili aumenti dei prezzi dei dispositivi finali.
Durante la fase di test iniziata a inizio 2025, TSMC aveva già raggiunto una resa produttiva del 60%, un dato incoraggiante che secondo gli analisti è destinato a migliorare rapidamente grazie all’apertura di nuove linee produttive a Taiwan, in particolare negli stabilimenti di Baoshan e Kaohsiung.
Alcuni clienti, come MediaTek, prevedono il primo “tape-out” dei chip a 2nm già nell’ultimo trimestre del 2025. Tuttavia, l’attenzione resta tutta su Apple, pronta a inaugurare la nuova generazione di iPhone con processori che potrebbero ridefinire standard di performance e consumi.
Se i costi elevati dei wafer si rifletteranno sui prezzi al pubblico resta un’incognita, ma il salto tecnologico verso i 2nm rappresenta comunque un passo cruciale per l’intero settore dei semiconduttori e, soprattutto, per il futuro degli iPhone 18.
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