Google si prepara a un cambiamento fondamentale. Questo riguarderà l’intero ecosistema delle sue smart TV. Dal 1° agosto 2026, tutte le nuove app e gli aggiornamenti rilasciati per Google TV e Android TV dovranno includere anche una versione a 64-bit. Si tratta di una decisione cruciale. Ma che mira a migliorare le prestazioni, ridurre i tempi di caricamento e offrire un’esperienza più reattiva e fluida rispetto agli standard attuali. Il passaggio al 64-bit non è una mossa improvvisa. Ma un’evoluzione che ha impiegato anni per maturare. Basti pensare con la serie Pixel 7, Google ha introdotto i primi dispositivi Android esclusivamente a 64-bit. E questo solo nel 2022. Questo ritardo, rispetto ad altri ecosistemi mobili come quello Apple, è attribuibile alla frammentazione del sistema Android, che rende ogni cambiamento tecnico molto più complesso da attuare su larga scala. Ora, però, anche il mondo delle TV smart è pronto per il salto definitivo.
Cosa cambia per sviluppatori e utenti: app più veloci, Google TV più moderne
Il cambiamento non riguarda solo l’aspetto tecnico. Si inserisce in una strategia più ampia di Google, che vuole rendere Google TV una piattaforma premium, in grado di competere direttamente con le migliori alternative sul mercato. Il recente Google TV Streamer ne è un esempio concreto: hardware moderno che richiede software altrettanto ottimizzato. Da qui nasce la necessità di spingere anche gli sviluppatori verso standard più elevati.
Per gli sviluppatori, la nuova regola impone di adattare le proprie app a 64-bit se contengono codice nativo, sia che si tratti di app nuove che di aggiornamenti. Il tempo a disposizione è comunque sufficiente: mancano ancora quasi dodici mesi alla scadenza. Per gli utenti finali, invece, la transizione sarà silenziosa ma benefica: interfacce più veloci, app che si aprono in meno tempo, minore latenza e maggiore stabilità complessiva. Il cambiamento sarà tangibile nell’uso quotidiano, anche su dispositivi di fascia economica.
