La situazione riguardo al prossimo capitolo di BioShock si sta rivelando più complessa di quanto immaginato. Secondo alcune voci il progetto sta attraversando una fase delicata. Ciò al punto da costringere Take-Two Interactive e Cloud Chamber, lo studio incaricato dello sviluppo, ad intervenire in maniera drastica. Nel dettaglio, più di ottanta sviluppatori sono stati licenziati. Un numero pari a circa un terzo della forza lavoro dedicata al titolo. Allo stesso tempo, la guida del franchise è stata affidata a Rod Fergusson, figura di lungo corso nell’industria videoludica. Tale decisione segna un cambio di rotta importante per un progetto che continua a inciampare.
BioShock 4 è nei guai: cosa sta succedendo?
L’ultimo scossone è arrivato dopo una revisione interna. Il quale ha messo in luce problemi strutturali, facendo slittare ulteriormente l’uscita. Quest’ultima, in un primo momento, era ipotizzata tra la fine del 2026 e l’inizio del 2027. Per Take-Two, rilanciare BioShock è diventato una priorità, ma il margine d’errore si assottiglia.
Fergusson arriva in tale contesto con un curriculum che sembra creato su misura per affrontare situazioni di tal tipo. Dopo l’esperienza in Blizzard come produttore di Diablo 4, si ritrova di nuovo alla guida di un progetto in crisi. La sua capacità di ridimensionare ambizioni troppo dispersive e di riportare ordine nei processi produttivi è probabilmente il motivo principale dietro la sua nuova nomina.
Le parole del presidente di 2K Games, David Ismailer, confermano la necessità di un intervento radicale. Il gioco sarà oggetto di una revisione profonda, con l’obiettivo di ridefinire elementi chiave dell’esperienza. È importante evidenziare che, negli ultimi anni, BioShock 4 è rimasto impantanato. Il gioco ha perso il suo direttore creativo e persino il remake del primo capitolo, inizialmente pensato per accompagnare il ritorno della serie, è stato messo in pausa. Ciò evidenzia come la situazione abbia bisogno di un intervento mirato per risollevare le sorti del titolo.
